Un sito alberghiero può essere elegante e continuare a perdere prenotazioni. La guida analizza i principali errori di user experience, dal mobile al booking engine, spiegando come individuare gli abbandoni e trasformare più visite in fatturato diretto.
La user experience di un sito alberghiero non si misura sulla sua bellezza, ma sulla percentuale di visitatori che riesce a trasformare in ricerche di disponibilità, prenotazioni e fatturato.
Il sito del tuo hotel sta vendendo camere oppure sta accompagnando i clienti verso le OTA e le strutture concorrenti?
Nel mercato alberghiero, attirare un visitatore sul sito rappresenta soltanto la prima parte del lavoro. Il risultato economico dipende da ciò che accade dopo il suo ingresso:
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trova rapidamente le informazioni che cerca?
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comprende perché dovrebbe scegliere la struttura?
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distingue chiaramente le diverse tipologie di camera?
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percepisce un vantaggio nel prenotare direttamente?
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riesce a verificare disponibilità e prezzi senza difficoltà?
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si sente sufficientemente rassicurato da completare il pagamento?
Un sito lento, poco intuitivo o costruito senza una strategia di conversione può disperdere una parte importante della domanda già acquisita.
L’hotel continua così a sostenere i costi relativi a:
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SEO;
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campagne pubblicitarie;
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produzione dei contenuti;
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fotografie;
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social media;
-
notorietà del brand;
ma non trasforma adeguatamente questi investimenti in prenotazioni dirette.
La domanda che ogni albergatore dovrebbe porsi non è soltanto:
Quante persone visitano il mio sito?
La domanda corretta è:
Quante prenotazioni e quanto fatturato sto perdendo tra la prima visita e la conferma del soggiorno?
Che cos’è la user experience di un sito hotel
La user experience, spesso indicata con la sigla UX, comprende l’intero percorso digitale compiuto dall’utente mentre cerca informazioni, valuta la struttura e tenta di prenotare.
Nel settore alberghiero questo percorso può includere:
pagina di ingresso → consultazione delle camere → verifica dei servizi → clic su “Prenota” → selezione delle date → confronto delle tariffe → scelta della camera → inserimento dei dati → pagamento → conferma.
Ogni passaggio può:
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aumentare la chiarezza;
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rafforzare la fiducia;
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avvicinare il cliente alla prenotazione;
oppure:
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generare dubbi;
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rallentare la decisione;
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provocare l’abbandono.
Una buona user experience deve permettere all’ospite di ottenere rapidamente le informazioni necessarie e completare la prenotazione senza attriti inutili.
Questo significa garantire:
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navigazione semplice;
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caricamento rapido;
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informazioni comprensibili;
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fotografie coerenti;
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camere facilmente confrontabili;
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tariffe trasparenti;
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vantaggi diretti riconoscibili;
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pulsanti di prenotazione visibili;
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booking engine intuitivo;
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sicurezza durante il pagamento;
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conferma immediata.
Un sito alberghiero efficace non deve soltanto emozionare. Deve orientare, rassicurare e vendere.
Il funnel di prenotazione: dove si perdono i clienti
Per migliorare la user experience è necessario analizzare il percorso di prenotazione come un funnel commerciale.
Un visitatore può abbandonare il sito in diversi momenti:
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arriva sulla homepage e non comprende il posizionamento dell’hotel;
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cerca una camera ma non trova facilmente la sezione corretta;
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visita le pagine delle camere ma non distingue le categorie;
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cerca il prezzo ma non trova il pulsante di prenotazione;
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entra nel booking engine ma deve inserire nuovamente date e ospiti;
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visualizza tariffe o condizioni poco comprensibili;
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non trova disponibilità e non riceve alternative;
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incontra difficoltà nella compilazione del modulo;
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non si fida della pagina di pagamento;
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abbandona prima della conferma.
La user experience deve quindi essere analizzata lungo tutto il percorso, non soltanto sulla homepage.
Un buon sito non è quello che appare ordinato durante una presentazione. È quello che permette a un utente reale, spesso distratto e da smartphone, di scegliere e prenotare senza incontrare ostacoli.
Quanto può costare una user experience inefficiente
Consideriamo un esempio puramente illustrativo.
Un hotel riceve 5.000 visite mensili sul proprio sito.
Con un tasso di conversione dello 0,8%, genera:
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40 prenotazioni al mese.
Se un intervento su velocità, pagine camere, CTA e booking engine permette di portare la conversione all’1,2%, le prenotazioni diventano:
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60 al mese.
Con un valore medio di €350 per prenotazione:
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fatturato iniziale: €14.000 al mese;
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fatturato dopo l’ottimizzazione: €21.000 al mese;
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differenza teorica: €7.000 al mese;
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differenza teorica annuale: €84.000.
L’esempio non rappresenta una promessa di risultato. Mostra però quanto possa essere economicamente rilevante migliorare il rendimento del traffico già disponibile.
Non sempre è necessario acquisire più visitatori.
In molti casi è prioritario evitare di perdere quelli che stanno già cercando di prenotare.
Errore 1: confondere il design con la capacità di vendita
Un sito può avere:
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fotografie spettacolari;
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animazioni sofisticate;
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video emozionali;
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un’identità grafica elegante;
e continuare a produrre poche prenotazioni.
Il design deve sostenere il percorso commerciale, non renderlo più difficile.
Elementi grafici troppo pesanti possono rallentare il caricamento. Animazioni eccessive possono distrarre. Video a pieno schermo possono nascondere le informazioni essenziali.
L’utente deve comprendere in pochi secondi:
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dove si trova l’hotel;
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che tipo di struttura è;
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quali esigenze soddisfa;
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quali sono i suoi elementi distintivi;
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come verificare disponibilità e prezzi.
La bellezza è utile quando aumenta il valore percepito. Diventa un problema quando riduce chiarezza, velocità o accessibilità.
Errore 2: utilizzare una proposta di valore generica
Espressioni come:
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ospitalità autentica;
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esperienza indimenticabile;
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comfort e relax;
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eleganza nel cuore della città;
sono utilizzate da migliaia di strutture.
Non aiutano il cliente a comprendere perché dovrebbe scegliere uno specifico hotel.
Una proposta di valore efficace deve essere concreta.
Può riguardare:
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posizione;
-
facilità di accesso;
-
metratura delle camere;
-
parcheggio;
-
servizi business;
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ristorante;
-
wellness;
-
collegamenti;
-
ospitalità per famiglie;
-
esperienze sul territorio;
-
rapporto tra qualità e prezzo;
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flessibilità delle condizioni.
Il sito deve spiegare perché quell’hotel rappresenta la soluzione più adatta per uno specifico segmento di clientela.
Errore 3: nascondere il pulsante di prenotazione
Il pulsante “Prenota” dovrebbe essere facilmente riconoscibile durante l’intero percorso di navigazione.
Gli errori più comuni sono:
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CTA visibile soltanto sulla homepage;
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pulsante confuso con gli altri elementi grafici;
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booking bar disponibile solo nella parte superiore;
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CTA assente nelle pagine delle camere;
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link poco chiari come “Scopri di più”;
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pulsante coperto da chat o popup.
L’utente non dovrebbe dover cercare come verificare la disponibilità.
La CTA deve essere presente nel momento in cui nasce l’interesse: dopo la descrizione della camera, dell’offerta o del servizio.
Errore 4: rendere le camere difficili da confrontare
Le pagine dedicate alle camere sono uno dei punti più delicati della user experience alberghiera.
Il cliente deve comprendere rapidamente:
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differenza tra le categorie;
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metratura;
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numero massimo di ospiti;
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configurazione dei letti;
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vista;
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piano;
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dotazioni;
-
servizi inclusi;
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vantaggi della categoria superiore.
Quando Superior, Deluxe ed Executive vengono descritte con testi quasi identici, l’utente non comprende perché dovrebbe scegliere la soluzione più costosa.
Tra gli errori più frequenti troviamo:
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stesse fotografie utilizzate per camere diverse;
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metratura non indicata;
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capacità massima poco chiara;
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assenza della configurazione dei letti;
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differenze di prezzo non giustificate;
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servizi inclusi difficili da individuare;
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pulsante di prenotazione lontano dalla descrizione;
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immagini non coerenti con la camera selezionata.
Una pagina camere efficace deve ridurre l’incertezza e facilitare il confronto.
Errore 5: interrompere la continuità tra sito e booking engine
Uno dei maggiori punti di perdita si trova nel passaggio dal sito al motore di prenotazione.
Il cliente può trovarsi improvvisamente davanti a:
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una grafica completamente diversa;
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un nuovo dominio;
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una lingua differente;
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date da inserire nuovamente;
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informazioni non coerenti;
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tipologie di camera presentate con altri nomi;
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tariffe difficili da confrontare;
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tempi di caricamento elevati.
Questo cambiamento può generare diffidenza proprio nell’ultimo tratto del percorso.
Sito e booking engine dovrebbero mantenere, per quanto tecnicamente possibile:
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identità visiva;
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lingua;
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date selezionate;
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numero degli ospiti;
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terminologia;
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informazioni commerciali;
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vantaggi della prenotazione diretta.
Il booking engine non deve sembrare un sistema esterno aggiunto alla fine. Deve rappresentare la prosecuzione naturale del sito.
Errore 6: creare un processo di prenotazione inutilmente lungo
Non è vero che ogni singolo passaggio aggiuntivo riduce automaticamente la conversione.
Alcuni passaggi sono necessari per:
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chiarire le condizioni;
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confrontare le tariffe;
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scegliere servizi aggiuntivi;
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raccogliere dati indispensabili;
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completare il pagamento.
Il principio corretto è un altro:
Ogni passaggio che non aggiunge chiarezza, valore o fiducia aumenta il rischio di abbandono.
È quindi necessario eliminare:
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campi non indispensabili;
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richieste duplicate;
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pagine intermedie prive di utilità;
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istruzioni confuse;
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conferme ripetitive;
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obblighi non spiegati.
Il processo deve essere breve quanto possibile, ma sufficientemente chiaro da permettere una scelta consapevole.
Errore 7: ignorare l’esperienza mobile
Un sito tecnicamente responsive non è necessariamente facile da utilizzare da smartphone.
La user experience mobile deve essere progettata considerando:
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dimensione dei pulsanti;
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leggibilità dei testi;
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semplicità del calendario;
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selezione degli ospiti;
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velocità delle immagini;
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visibilità della booking bar;
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stabilità degli elementi;
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compilazione dei campi;
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facilità del pagamento;
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presenza di popup e chat.
Un banner promozionale, una richiesta di iscrizione alla newsletter e una chat possono occupare contemporaneamente buona parte dello schermo.
In quel momento il cliente non vede più la camera né il pulsante di prenotazione.
Da mobile è essenziale ridurre il rumore e dare priorità alle azioni commerciali.
Errore 8: mostrare prezzi e condizioni poco trasparenti
L’utente può abbandonare quando:
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il prezzo non è immediatamente comprensibile;
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tasse e supplementi compaiono soltanto alla fine;
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non è chiaro se la colazione sia inclusa;
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le condizioni di cancellazione sono ambigue;
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le tariffe hanno nomi incomprensibili;
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il costo cambia senza spiegazioni;
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il totale non è evidenziato;
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il sito ufficiale appare meno conveniente delle OTA.
La trasparenza non riduce la capacità di vendita. Aumenta la fiducia e limita contestazioni successive.
Ogni tariffa dovrebbe chiarire:
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prezzo totale;
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servizi inclusi;
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condizioni di cancellazione;
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eventuale pagamento anticipato;
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scadenze;
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benefit;
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differenze rispetto alle altre opzioni.
Il cliente deve poter confrontare le alternative senza interpretare formulazioni complesse.
Errore 9: non comunicare il vantaggio della prenotazione diretta
Molti hotel invitano a prenotare sul sito senza offrire una motivazione concreta.
Il cliente, abituato alle OTA, può preferire il canale che conosce e nel quale conserva già i propri dati.
La prenotazione diretta deve quindi offrire un valore riconoscibile.
Può trattarsi di:
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tariffa più conveniente;
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condizioni più flessibili;
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upgrade soggetto a disponibilità;
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parcheggio;
-
drink di benvenuto;
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late check-out;
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accesso a servizi esclusivi;
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assistenza diretta;
-
maggiore scelta delle camere.
I benefit devono essere:
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reali;
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chiari;
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sostenibili;
-
coerenti con la strategia tariffaria.
Non basta scrivere “miglior prezzo garantito” senza spiegare modalità e condizioni.
Errore 10: utilizzare testi generici o eccessivamente emozionali
Il cliente non acquista soltanto un’emozione.
Acquista anche:
-
una posizione;
-
una camera;
-
una soluzione logistica;
-
servizi;
-
condizioni;
-
sicurezza;
-
affidabilità.
Un viaggiatore business può essere più interessato a:
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parcheggio;
-
collegamenti;
-
Wi-Fi;
-
scrivania;
-
colazione anticipata;
-
ristorante;
-
fatturazione.
Una famiglia può valutare:
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metratura;
-
configurazione dei letti;
-
camere comunicanti;
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parcheggio;
-
colazione;
-
servizi per bambini;
-
attrazioni vicine.
I testi devono quindi essere:
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specifici;
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concreti;
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segmentati;
-
verificabili;
-
orientati ai reali motivi di scelta.
L’emozione funziona quando è sostenuta da informazioni utili.
Errore 11: non inserire sufficienti elementi di fiducia
Prima di prenotare, il cliente cerca conferme.
Gli elementi che possono aumentare la fiducia comprendono:
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recensioni recenti;
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punteggi verificabili;
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fotografie autentiche;
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informazioni di contatto;
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politiche trasparenti;
-
sistema di pagamento sicuro;
-
descrizione precisa delle camere;
-
indicazioni sulla posizione;
-
risposte alle domande frequenti.
Anche la coerenza è un segnale di affidabilità.
Se il sito, Google Business Profile e le OTA riportano informazioni differenti su:
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servizi;
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orari;
-
parcheggio;
-
colazione;
-
animali;
-
ristorante;
il cliente può dubitare dell’aggiornamento delle informazioni.
Errore 12: utilizzare popup, chatbot e WhatsApp in modo invasivo
Gli strumenti di assistenza possono aumentare la conversione, ma soltanto se sono progettati e gestiti correttamente.
Possono diventare un ostacolo quando:
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coprono il pulsante di prenotazione;
-
si aprono immediatamente;
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occupano troppo spazio da mobile;
-
richiedono dati prima di offrire aiuto;
-
nessuno risponde;
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le risposte sono lente o generiche;
-
il cliente viene spostato da un canale all’altro.
Chat e WhatsApp devono avere:
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responsabilità definite;
-
orari chiari;
-
tempi di risposta realistici;
-
procedure commerciali;
-
collegamento con il CRM;
-
possibilità di indirizzare rapidamente l’utente verso la prenotazione.
Un pulsante di contatto non rappresenta da solo un processo di vendita.
Errore 13: non offrire alternative quando manca la disponibilità
Una risposta secca come “Nessuna disponibilità” può interrompere definitivamente il rapporto con il cliente.
Quando possibile, il sistema dovrebbe proporre:
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date alternative;
-
durata differente;
-
altra categoria di camera;
-
richiesta di contatto;
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lista d’attesa;
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struttura collegata;
-
pacchetto alternativo.
L’utente che ha già scelto la destinazione e valutato l’hotel rappresenta una domanda preziosa.
Lasciarlo uscire senza alcuna proposta significa rinunciare a un’opportunità commerciale già avanzata.
Errore 14: trascurare le versioni linguistiche
Un sito multilingua non deve limitarsi a tradurre la homepage.
Il cliente internazionale può incontrare:
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pagine non tradotte;
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pulsanti in italiano;
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booking engine in una lingua diversa;
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condizioni incomprensibili;
-
traduzioni automatiche poco affidabili;
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valute non coerenti;
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email di conferma non localizzate.
La continuità linguistica deve accompagnare l’utente dalla prima pagina fino alla conferma.
La gestione tecnica deve inoltre considerare:
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URL;
-
tag
hreflang; -
menu;
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moduli;
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dati strutturati;
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coerenza terminologica.
Un’esperienza linguistica incompleta può ridurre la fiducia proprio nel momento della prenotazione.
Errore 15: non misurare il comportamento degli utenti
Senza dati, la user experience viene valutata attraverso impressioni personali.
L’albergatore può apprezzare il proprio sito, mentre gli utenti reali incontrano difficoltà non visibili durante una navigazione occasionale.
Gli indicatori principali da monitorare sono:
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traffico per dispositivo;
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pagine di ingresso;
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visualizzazioni delle camere;
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clic sul pulsante “Prenota”;
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accessi al booking engine;
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ricerche di disponibilità;
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abbandoni;
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errori tecnici;
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tasso di conversione;
-
prenotazioni completate;
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valore medio della prenotazione;
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fatturato;
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richieste da modulo;
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contatti WhatsApp;
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conversione per mercato;
-
conversione per campagna.
L’analisi deve permettere di comprendere:
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dove si interrompe il percorso;
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quali pagine producono interesse;
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quali dispositivi convertono meno;
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quali camere vengono osservate ma non acquistate;
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quali campagne producono realmente ricavi;
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quali modifiche migliorano i risultati.
User experience e SEO: due funzioni diverse ma collegate
La SEO porta utenti qualificati sul sito.
La user experience deve trasformare questi utenti in potenziali clienti e prenotazioni.
Un sito può essere ben posizionato ma convertire poco. Allo stesso modo, può avere un’ottima esperienza di navigazione ma ricevere pochissimo traffico.
Le due attività devono quindi essere coordinate, ma non confuse.
L’articolo dedicato alla SEO per hotel deve approfondire:
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keyword;
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posizionamento;
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contenuti;
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Local SEO;
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acquisizione organica.
L’analisi UX deve concentrarsi invece su ciò che accade dopo l’arrivo dell’utente.
Gli approfondimenti pubblicati su RobertoNecci.it consentono di collegare marketing, gestione, distribuzione, Revenue Management e controllo delle performance in una visione aziendale più ampia.
User experience e Revenue Management
La qualità dell’esperienza digitale dipende anche dalla coerenza dell’offerta.
Un sito non può convertire efficacemente quando:
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promuove pacchetti non disponibili;
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mostra tariffe non allineate;
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valorizza camere già esaurite;
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presenta vantaggi non sostenibili;
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intercetta segmenti ai quali non offre soluzioni adeguate.
UX e Revenue Management devono lavorare insieme su:
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categorie di camera;
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disponibilità;
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tariffe;
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restrizioni;
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durata del soggiorno;
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benefit;
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periodi di bassa domanda;
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upselling;
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segmentazione.
La gestione operativa analizzata da Necci Hotels mostra come il sito debba riflettere prodotti, processi e obiettivi economici realmente presenti nella struttura.
Una buona UX può contribuire al valore dell’azienda alberghiera
La capacità di generare prenotazioni dirette rappresenta una componente della qualità commerciale dell’impresa.
Un hotel dotato di:
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traffico proprietario;
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booking engine efficiente;
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conversioni misurabili;
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dati dei clienti;
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minore dipendenza dall’intermediazione;
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processi di fidelizzazione;
possiede un’infrastruttura commerciale più solida.
La user experience non determina da sola il valore di un immobile o di un’azienda alberghiera. Può però incidere sulla capacità prospettica di produrre ricavi e marginalità.
Il rapporto tra performance commerciale e valorizzazione dell’asset è approfondito su InvestimentiAlberghieri.it, mentre Investhotel.it analizza interventi di rilancio, ristrutturazione e sviluppo delle imprese alberghiere.
Checklist UX: il sito del tuo hotel è pronto a convertire?
Verifica se il sito:
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comunica immediatamente il posizionamento dell’hotel;
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mostra un pulsante di prenotazione sempre riconoscibile;
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permette di confrontare facilmente le camere;
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indica metratura, occupazione e configurazione dei letti;
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mantiene continuità tra sito e booking engine;
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trasferisce correttamente date, lingua e numero degli ospiti;
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presenta prezzi e condizioni trasparenti;
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comunica i vantaggi della prenotazione diretta;
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funziona realmente da smartphone;
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utilizza immagini leggere e coerenti;
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contiene recensioni e segnali di fiducia;
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limita popup ed elementi invasivi;
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offre assistenza rapida e organizzata;
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propone alternative in caso di indisponibilità;
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mantiene coerenza tra le diverse lingue;
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traccia clic, ricerche, abbandoni e prenotazioni;
-
collega i dati del sito ai risultati economici.
Ogni risposta negativa individua un possibile punto di perdita della conversione.
Domande frequenti sulla user experience dei siti hotel
Che differenza c’è tra user experience e design?
Il design riguarda l’aspetto visivo e l’organizzazione grafica. La user experience comprende l’intero rapporto dell’utente con il sito, inclusi velocità, chiarezza, navigazione, booking engine, condizioni e pagamento.
Come si misura la conversione del sito hotel?
Il tasso di conversione può essere calcolato confrontando le prenotazioni completate con il numero delle visite o delle sessioni rilevanti. È utile misurare anche i passaggi intermedi, come clic sul booking engine e ricerche di disponibilità.
Un sito più veloce genera automaticamente più prenotazioni?
La velocità può ridurre gli abbandoni, soprattutto da smartphone, ma deve essere integrata con chiarezza, proposta di valore, camere ben presentate e un booking engine efficace.
Quanti passaggi dovrebbe avere una prenotazione?
Non esiste un numero valido per tutti. Il percorso deve essere il più semplice possibile, senza eliminare informazioni necessarie per comprendere tariffe, condizioni e servizi.
È sufficiente inserire WhatsApp per migliorare la conversione?
No. WhatsApp funziona soltanto se viene presidiato, se i tempi di risposta sono adeguati e se le conversazioni vengono trasformate in opportunità commerciali tracciabili.
È meglio migliorare la UX o aumentare il traffico?
Dipende dalla situazione. Se il sito riceve traffico ma converte poco, aumentare le visite può amplificare lo spreco. In questi casi è opportuno correggere prima i punti di perdita.
Quando è necessario rifare completamente il sito?
Un rifacimento completo può essere utile quando tecnologia, struttura, velocità e booking engine impediscono interventi graduali. In altri casi è possibile ottenere miglioramenti lavorando sulle criticità più importanti.
Quando il problema non è soltanto il sito
Una bassa conversione può dipendere anche da problemi più ampi:
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posizionamento poco chiaro;
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tariffe non competitive;
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prodotto debole;
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reputazione;
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fotografie non adeguate;
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politiche commerciali;
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offerta non coerente con la domanda;
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processi interni;
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carenza di competenze.
In questi casi non è sufficiente modificare colori, menu o pulsanti.
Quando il problema coinvolge organizzazione, gestione, controllo, distribuzione e strategia commerciale, Hotel Management Group può affiancare la proprietà attraverso un’analisi integrata della struttura e delle sue performance.
Il tuo sito riceve visite, ma quante diventano prenotazioni?
Ogni utente che arriva sul sito ha già compiuto una parte del percorso.
Ha cercato una destinazione, visualizzato una campagna, riconosciuto il brand oppure confrontato la struttura su una OTA.
Perderlo durante la navigazione significa disperdere un’opportunità per la quale l’hotel ha spesso già sostenuto un costo.
Hotel Marketing Lab analizza il percorso digitale dell’ospite e individua i punti nei quali il sito perde:
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attenzione;
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fiducia;
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ricerche di disponibilità;
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prenotazioni;
-
fatturato.
L’audit UX e conversione può comprendere:
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analisi della homepage;
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verifica della proposta di valore;
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valutazione delle pagine camere;
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test dell’esperienza mobile;
-
analisi delle CTA;
-
controllo del passaggio al booking engine;
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verifica di tariffe e condizioni;
-
analisi degli elementi di fiducia;
-
controllo delle versioni linguistiche;
-
misurazione dei punti di abbandono;
-
verifica del tracciamento;
-
individuazione delle priorità operative.
Ogni giorno in cui il sito riceve traffico senza convertirlo, l’hotel perde ricavi potenzialmente già acquisiti e continua a dipendere da canali con costi di distribuzione più elevati.
Non investire altro denaro per portare visitatori su un percorso che li spinge ad abbandonare.
Scrivi ora a info@hotelmarketinglab.it e richiedi un audit della user experience e della conversione del sito del tuo hotel.
Il problema non è soltanto quante persone arrivano sul sito. Il problema è quante riescono davvero a prenotare.