Scopri come definire politiche di cancellazione hotel efficaci, ridurre no-show e ricavi persi, aumentare conversioni e valorizzare la vendita diretta.
La cancellazione non è soltanto un rischio: può diventare una leva strategica
Nel settore alberghiero le cancellazioni rappresentano una delle variabili che incidono maggiormente sulla capacità di prevedere ricavi, occupazione e flussi finanziari.
Una politica troppo rigida può scoraggiare il cliente e ridurre il tasso di conversione. Una politica eccessivamente flessibile può invece aumentare le cancellazioni tardive, rendere instabile il forecast e lasciare camere invendute a poche ore dall’arrivo.
La soluzione non consiste nello scegliere tra rigidità e flessibilità.
Una strategia efficace deve trovare il punto di equilibrio tra:
-
sicurezza percepita dal cliente;
-
protezione del ricavo;
-
probabilità di rivendere la camera;
-
anticipo della prenotazione;
-
costo della flessibilità;
-
domanda prevista;
-
valore del soggiorno;
-
canale di vendita;
-
affidabilità del segmento.
Le politiche di cancellazione hotel non devono quindi essere trattate come semplici clausole contrattuali inserite in fondo alla pagina di prenotazione.
Sono uno strumento di:
-
revenue management;
-
marketing;
-
gestione del rischio;
-
vendita diretta;
-
controllo di gestione;
-
customer experience.
La domanda corretta non è:
Quanto deve essere rigida la nostra politica di cancellazione?
La domanda strategica è:
Quale combinazione di prezzo, flessibilità e protezione del ricavo produce il miglior risultato economico per quella data, quel cliente e quel canale?
Perché la politica di cancellazione influenza la scelta dell’hotel
Prima di confermare una prenotazione, il cliente non valuta soltanto il prezzo.
Considera anche:
-
possibilità di modificare le date;
-
termine entro cui può cancellare;
-
importo dell’eventuale penale;
-
modalità di pagamento;
-
chiarezza delle condizioni;
-
rischio di perdere quanto versato;
-
affidabilità della struttura;
-
differenze rispetto alle OTA.
Una tariffa apparentemente più conveniente può essere scartata quando il cliente percepisce un rischio troppo elevato.
Questo accade soprattutto per:
-
soggiorni prenotati con largo anticipo;
-
viaggi internazionali;
-
famiglie;
-
eventi;
-
clienti business con programmi variabili;
-
prenotazioni di importo elevato;
-
soggiorni lunghi;
-
gruppi con più camere.
Al contrario, una politica trasparente e facilmente comprensibile riduce l’incertezza, migliora la fiducia e può aumentare la conversione del booking engine.
La cancellazione deve quindi essere progettata insieme alla strategia tariffaria, e non aggiunta successivamente come condizione standard.
Cancellazione, modifica e no-show: tre eventi differenti
Una gestione professionale deve distinguere chiaramente tre situazioni.
Cancellazione
Il cliente comunica prima dell’arrivo che non utilizzerà la prenotazione.
L’hotel può quindi rimettere la camera in vendita, aggiornare il forecast e cercare di recuperare il ricavo.
Modifica
Il cliente chiede di cambiare:
-
date;
-
durata;
-
numero di persone;
-
camera;
-
trattamento;
-
servizi inclusi.
Una modifica non deve essere trattata automaticamente come una cancellazione.
Quando economicamente sostenibile, spostare il soggiorno può consentire all’hotel di mantenere il cliente e proteggere parte del valore della prenotazione.
No-show
Il cliente non si presenta e non comunica la cancellazione.
Il no-show produce un impatto diverso perché la camera rimane bloccata fino all’arrivo previsto e spesso non può più essere rivenduta.
Cancellazioni, modifiche e no-show devono avere:
-
regole distinte;
-
procedure operative dedicate;
-
codici specifici nel PMS;
-
indicatori separati;
-
responsabilità chiare tra i reparti.
Le principali politiche di cancellazione alberghiera
Non esiste una policy universalmente valida.
La scelta dipende da:
-
domanda;
-
destinazione;
-
stagionalità;
-
tipologia di hotel;
-
segmento;
-
canale;
-
anticipo;
-
durata;
-
valore della prenotazione;
-
probabilità di rivendita.
Tariffa flessibile
Consente al cliente di cancellare gratuitamente entro una determinata scadenza.
Può aumentare il conversion rate perché riduce il rischio percepito, ma espone l’hotel a maggiore volatilità.
È particolarmente adatta a:
-
soggiorni prenotati con largo anticipo;
-
clienti internazionali;
-
famiglie;
-
segmenti business;
-
periodi di domanda debole;
-
clienti abituali.
Tariffa non rimborsabile
Prevede il pagamento anticipato totale o parziale e limita la possibilità di rimborso.
Può migliorare la prevedibilità degli incassi e ridurre il rischio di cancellazione, ma deve offrire un vantaggio reale rispetto alla tariffa flessibile.
Il beneficio per il cliente può essere:
-
prezzo inferiore;
-
servizio incluso;
-
upgrade;
-
credito da utilizzare in hotel;
-
trattamento migliorativo;
-
benefit esclusivo.
Una tariffa non rimborsabile proposta allo stesso prezzo della tariffa flessibile difficilmente risulta competitiva.
Tariffa semflessibile
Prevede condizioni intermedie, per esempio:
-
cancellazione gratuita fino a 7 giorni prima;
-
penale della prima notte dopo la scadenza;
-
pagamento parziale anticipato;
-
possibilità di modifica con differenza tariffaria;
-
credito futuro in determinati casi.
È spesso una soluzione efficace perché distribuisce il rischio tra hotel e cliente.
Tariffa con modifica gratuita
Consente di cambiare le date, eventualmente pagando la differenza di prezzo, senza prevedere automaticamente un rimborso.
Può essere particolarmente utile per:
-
clienti abituali;
-
soggiorni leisure;
-
prenotazioni anticipate;
-
mercati sensibili all’incertezza.
Policy dinamica
La politica cambia in funzione delle condizioni di mercato e del valore della prenotazione.
Può diventare più rigida o più flessibile in base a:
-
occupazione prevista;
-
domanda;
-
distanza dalla data di arrivo;
-
evento;
-
durata del soggiorno;
-
camera;
-
segmento;
-
canale;
-
valore totale;
-
probabilità di rivendita.
La policy dinamica è generalmente più efficace di una regola identica applicata tutto l’anno.
Perché la tariffa flessibile deve avere un prezzo
La flessibilità ha un valore economico.
Quando l’hotel consente al cliente di cancellare gratuitamente fino a poche ore dall’arrivo, si assume il rischio che la camera non venga più rivenduta.
Questo rischio deve essere misurato e incorporato nel prezzo.
Supponiamo che l’hotel proponga:
-
tariffa non rimborsabile: 190 euro;
-
tariffa flessibile: 210 euro.
Il cliente paga 20 euro in più per trasferire una parte del rischio all’hotel.
La differenza deve essere determinata considerando:
-
cancellation rate storico;
-
anticipo medio della cancellazione;
-
probabilità di rivendita;
-
ADR della camera;
-
domanda prevista;
-
segmento;
-
valore della prenotazione;
-
costo finanziario;
-
volatilità del periodo.
La flessibilità gratuita, se concessa indiscriminatamente, può ridurre il valore della tariffa e aumentare le prenotazioni speculative.
Un esempio economico
Immaginiamo che un hotel venda 100 prenotazioni da 400 euro ciascuna.
Il valore lordo prenotato è:
-
100 prenotazioni;
-
valore medio: 400 euro;
-
ricavo prenotato: 40.000 euro.
Supponiamo che il cancellation rate sia del 30%:
-
30 prenotazioni cancellate;
-
valore cancellato: 12.000 euro.
L’hotel riesce a rivendere 20 delle 30 camere, mentre 10 rimangono invendute.
Il valore effettivamente perso è:
-
10 prenotazioni;
-
valore medio: 400 euro;
-
perdita potenziale: 4.000 euro.
Se una politica più efficace riduce le cancellazioni non recuperate da 10 a 6 prenotazioni, il ricavo protetto è pari a:
-
4 prenotazioni recuperate;
-
400 euro di valore medio;
-
1.600 euro di ricavi aggiuntivi.
Il dato deve però essere analizzato insieme al tasso di conversione.
Una policy troppo rigida potrebbe ridurre il numero iniziale di prenotazioni da 100 a 85. In quel caso l’hotel perderebbe più ricavi di quanti ne protegga attraverso le penali.
La valutazione corretta deve considerare contemporaneamente:
-
conversion rate;
-
cancellation rate;
-
ricavi trattenuti;
-
camere rivendute;
-
ADR netto;
-
costo della flessibilità;
-
marginalità finale.
Le tariffe non rimborsabili proteggono davvero il cash flow?
La tariffa non rimborsabile può aumentare la certezza del ricavo, ma soltanto se il processo viene gestito correttamente.
L’hotel deve verificare:
-
effettivo incasso;
-
validità della carta;
-
corretto funzionamento del gateway;
-
chiarezza delle condizioni;
-
prova dell’accettazione;
-
gestione delle contestazioni;
-
coerenza tra sito, booking engine e conferma;
-
procedure del personale.
Una carta fornita a garanzia non equivale automaticamente a un pagamento incassato.
Allo stesso modo, una condizione poco chiara può generare:
-
reclami;
-
chargeback;
-
contestazioni;
-
recensioni negative;
-
interventi manuali;
-
danni reputazionali.
La protezione del cash flow richiede quindi tecnologia, procedure e comunicazione, non soltanto una clausola “non rimborsabile”.
Per approfondire il rapporto tra gestione dei ricavi, controllo operativo e performance alberghiera è possibile consultare le analisi pubblicate su RobertoNecci.it.
Come costruire una policy dinamica
Una politica dinamica può essere costruita attraverso una matrice decisionale.
In base all’anticipo
Per prenotazioni molto anticipate:
-
maggiore flessibilità;
-
deposito parziale;
-
possibilità di modifica;
-
scadenze progressive.
Per prenotazioni last minute:
-
termini più rigidi;
-
pagamento anticipato;
-
minore possibilità di rivendita in caso di cancellazione.
In base alla domanda
Nei periodi di alta domanda:
-
termini più restrittivi;
-
depositi;
-
condizioni dedicate agli eventi;
-
soggiorno minimo;
-
penali progressive.
Nei periodi di domanda debole:
-
cancellazione più flessibile;
-
modifica gratuita;
-
condizioni privilegiate sul sito ufficiale;
-
maggiore rassicurazione per il cliente.
In base al segmento
Business:
-
flessibilità fino al giorno precedente;
-
modifica semplificata;
-
condizioni corporate;
-
garanzie aziendali.
Leisure:
-
più opzioni tariffarie;
-
differenza chiara tra flessibile e non rimborsabile;
-
benefit per la prenotazione diretta.
Gruppi:
-
deposito progressivo;
-
release delle camere;
-
scadenze differenziate;
-
penali legate al numero di camere cancellate.
Eventi:
-
condizioni specifiche;
-
pagamento anticipato;
-
finestre di cancellazione più lunghe;
-
regole distinte per camere e servizi.
In base al canale
Il sito ufficiale può offrire condizioni più interessanti rispetto alle OTA, per esempio:
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maggiore flessibilità;
-
modifica gratuita;
-
assistenza diretta;
-
credito futuro;
-
gestione personalizzata.
Questi vantaggi devono essere comunicati chiaramente nel booking engine.
Per le strategie di vendita diretta, distribuzione e conversione digitale, Hotel Marketing Lab approfondisce il rapporto tra pricing, marketing, booking engine e costo di acquisizione.
Cancellazioni speculative e prenotazioni multiple
Una parte delle cancellazioni non deriva da imprevisti reali.
Alcuni clienti prenotano contemporaneamente più strutture con cancellazione gratuita, rinviando la decisione fino a pochi giorni dall’arrivo.
Questo fenomeno può essere favorito da:
-
cancellazione gratuita troppo vicina al check-in;
-
nessun deposito;
-
nessuna preautorizzazione;
-
facilità di prenotazione sulle OTA;
-
assenza di differenza tra flessibile e non rimborsabile.
L’obiettivo non deve essere punire tutti i clienti per il comportamento di una minoranza.
L’hotel può ridurre il rischio attraverso:
-
depositi ragionevoli;
-
preautorizzazioni;
-
scadenze progressive;
-
reminder pre-arrivo;
-
richiesta di riconferma;
-
condizioni differenziate per date critiche;
-
analisi degli storici;
-
regole specifiche per prenotazioni multiple.
La policy deve essere proporzionata al rischio reale.
Penali progressive: un’alternativa alla rigidità assoluta
Una penale progressiva può risultare più equilibrata di una regola completamente flessibile o totalmente non rimborsabile.
Esempio:
-
cancellazione gratuita fino a 14 giorni prima;
-
penale del 30% tra 13 e 7 giorni;
-
penale della prima notte tra 6 e 3 giorni;
-
penale del 100% nelle 48 ore precedenti;
-
no-show: intero soggiorno o importo previsto dalla tariffa.
La struttura concreta deve essere semplice e comprensibile.
Troppe soglie possono confondere il cliente e aumentare richieste al booking office.
L’obiettivo è distribuire il rischio in modo coerente con la probabilità di rivendita.
Cosa fare quando arriva una cancellazione
La cancellazione deve attivare immediatamente una procedura operativa.
1. Rimettere la camera in vendita
L’inventario deve essere aggiornato senza ritardi su:
-
sito ufficiale;
-
OTA;
-
GDS;
-
eventuali portali;
-
canali B2B.
2. Aggiornare il forecast
La cancellazione deve riflettersi su:
-
occupazione prevista;
-
ricavi;
-
pick-up;
-
segmentazione;
-
disponibilità;
-
strategia tariffaria.
3. Valutare la probabilità di rivendita
La decisione deve considerare:
-
giorni mancanti all’arrivo;
-
domanda;
-
eventi;
-
ritmo delle prenotazioni;
-
prezzo dei concorrenti;
-
disponibilità residua.
4. Adeguare la tariffa
Non è sempre necessario ridurre il prezzo.
La camera potrebbe essere rivenduta allo stesso ADR o a un valore maggiore se la domanda è elevata.
5. Attivare azioni commerciali
In base al periodo, l’hotel può utilizzare:
-
email al database;
-
campagne metasearch;
-
Google Hotel Ads;
-
offerte last minute;
-
remarketing;
-
contatti corporate;
-
upselling su altre prenotazioni;
-
disponibilità dedicata ai clienti abituali.
6. Registrare il motivo
Il personale dovrebbe selezionare una causa strutturata:
-
cambio programma;
-
prezzo;
-
problema di trasporto;
-
errore di prenotazione;
-
condizioni;
-
scelta di un concorrente;
-
prenotazione duplicata;
-
malattia;
-
pagamento;
-
motivo non comunicato.
Dati coerenti consentono di distinguere i problemi di mercato da quelli interni all’hotel.
Modifica della data, voucher o rimborso
Quando il cliente chiede di cancellare, l’hotel può valutare alternative commerciali.
Cambio data
Può mantenere il ricavo e la relazione con il cliente.
Devono essere definite:
-
disponibilità;
-
differenze tariffarie;
-
periodo di utilizzo;
-
eventuali date escluse;
-
numero massimo di modifiche.
Voucher
Può essere utile quando il cliente non conosce ancora le nuove date.
Il voucher deve indicare chiaramente:
-
valore;
-
scadenza;
-
intestatario;
-
condizioni di utilizzo;
-
trasferibilità;
-
eventuali esclusioni;
-
modalità di prenotazione.
Rimborso
Deve essere gestito secondo le condizioni accettate e le procedure applicabili.
L’hotel non dovrebbe promettere tempi irrealistici o costringere il cliente a ripetere numerose richieste.
Cambio data e voucher non devono essere utilizzati indiscriminatamente né imposti senza valutare il contesto e le condizioni applicabili.
Comunicazione: la policy deve essere comprensibile
Una politica efficace non è soltanto economicamente corretta. Deve essere comunicata bene.
Il cliente deve comprendere:
-
entro quando può cancellare;
-
quale importo verrà trattenuto;
-
come può modificare;
-
cosa accade in caso di no-show;
-
quando viene addebitato il pagamento;
-
se esistono alternative;
-
come contattare l’hotel.
È preferibile scrivere:
Puoi cancellare gratuitamente fino alle ore 18:00 del 10 ottobre. Dopo tale termine verrà addebitato l’importo della prima notte.
Piuttosto che:
Cancellazione gratuita entro i termini previsti. Successivamente saranno applicate le penali indicate.
La precisione riduce:
-
dubbi;
-
abbandoni;
-
reclami;
-
interventi manuali;
-
contestazioni.
Politiche di cancellazione e vendita diretta
Il sito ufficiale può utilizzare la flessibilità come vantaggio competitivo.
Esempi:
-
cancellazione gratuita più lunga;
-
modifica gratuita;
-
assistenza diretta;
-
voucher in caso di imprevisto;
-
deposito inferiore;
-
condizioni riservate agli iscritti;
-
benefit non disponibili sulle OTA.
La convenienza diretta non deve essere necessariamente espressa attraverso uno sconto.
Una condizione più favorevole può avere per il cliente un valore superiore a pochi euro di differenza.
Il booking engine dovrebbe mostrare chiaramente:
-
vantaggio della tariffa;
-
differenze tra opzioni;
-
prezzo totale;
-
scadenza della cancellazione;
-
eventuale penale;
-
modalità di pagamento.
Un cliente non dovrebbe aprire più pagine per comprendere quale rischio sta assumendo.
I KPI da monitorare
Cancellation rate
Percentuale delle prenotazioni cancellate sul totale.
Deve essere segmentata per:
-
canale;
-
tariffa;
-
mercato;
-
camera;
-
periodo;
-
anticipo;
-
segmento.
Lead time della cancellazione
Numero medio di giorni tra cancellazione e data di arrivo.
È fondamentale per stimare la probabilità di rivendere la camera.
No-show rate
Percentuale delle prenotazioni che non si presentano.
Deve essere analizzata separatamente dalle cancellazioni.
Resale rate
Percentuale delle camere cancellate che vengono nuovamente vendute.
Un cancellation rate elevato può essere meno dannoso quando la struttura riesce a rivendere rapidamente la disponibilità.
Lost room revenue
Ricavo potenziale delle camere cancellate e non rivendute.
È uno degli indicatori più importanti per misurare il danno reale.
Retained cancellation revenue
Importi trattenuti attraverso depositi o penali.
Deve essere analizzato al netto di rimborsi, contestazioni e costi.
Conversion rate per policy
Confronta la capacità di conversione delle diverse condizioni.
Una policy può ridurre le cancellazioni ma compromettere il numero iniziale di prenotazioni.
ADR netto per policy
Misura il valore effettivo prodotto da ogni tariffa dopo cancellazioni, sconti, rimborsi e costi di distribuzione.
Modifica versus cancellazione
Percentuale delle richieste trasformate in cambio data anziché perdita definitiva.
Voucher redemption rate
Percentuale dei voucher effettivamente utilizzati.
Un voucher non utilizzato può avere effetti economici e contabili che devono essere monitorati correttamente.
Una matrice decisionale pratica
| Scenario | Policy consigliata | Obiettivo |
|---|---|---|
| Bassa domanda e largo anticipo | Flessibile | Aumentare conversione |
| Alta domanda ed evento | Deposito o non rimborsabile | Proteggere il ricavo |
| Cliente corporate | Modificabile | Favorire continuità |
| Soggiorno lungo | Deposito progressivo | Distribuire il rischio |
| Prenotazione last minute | Condizione più rigida | Ridurre il rischio di invenduto |
| Cliente abituale | Flessibilità dedicata | Fidelizzare |
| Gruppo | Scadenze e release progressive | Controllare inventario |
| Sito ufficiale | Condizione migliorativa | Aumentare vendita diretta |
La matrice deve essere adattata ai dati reali della struttura.
Il ruolo del management alberghiero
Le policy di cancellazione coinvolgono più reparti.
Direzione
Definisce il livello di rischio accettabile e assicura coerenza tra strategia, posizionamento e procedure.
Revenue management
Analizza domanda, cancellazioni, rivendita, pricing e redditività delle diverse opzioni.
Marketing
Comunica la flessibilità come elemento di valore e verifica il suo impatto sulla conversione.
Booking office
Gestisce richieste, eccezioni, modifiche, depositi e comunicazioni.
Front office
Applica le procedure, riconosce le prenotazioni e gestisce eventuali situazioni all’arrivo.
Amministrazione
Controlla incassi, rimborsi, penali, voucher e contestazioni.
La gestione operativa e l’organizzazione della struttura sono approfondite su NecciHotels.it, mentre HotelManagementGroup.it coordina interventi integrati relativi a strategia, organizzazione, performance e valorizzazione alberghiera.
L’impatto sul valore dell’hotel
Una politica di cancellazione efficace produce effetti che vanno oltre la singola prenotazione.
Può contribuire a:
-
migliorare la prevedibilità dei ricavi;
-
stabilizzare il forecast;
-
ridurre la volatilità;
-
proteggere il cash flow;
-
aumentare il Net RevPAR;
-
migliorare il margine operativo;
-
rendere più affidabile il budget;
-
rafforzare la qualità dei dati;
-
ridurre il costo distributivo.
La capacità di trasformare prenotazioni lorde in ricavi effettivamente realizzati incide sulla qualità economica dell’azienda alberghiera.
Il rapporto tra performance operative, redditività e valore dell’asset è approfondito su InvestimentiAlberghieri.it.
Quando cancellazioni, instabilità finanziaria e debolezza del controllo di gestione contribuiscono a una situazione di tensione, Investhotel.it approfondisce strumenti per il rilancio, la ristrutturazione e le operazioni straordinarie nel settore alberghiero.
Gli errori più comuni
Un hotel riduce conversioni e marginalità quando:
-
copia le policy delle OTA;
-
utilizza la stessa regola tutto l’anno;
-
non distingue cancellazione e no-show;
-
propone la non rimborsabile senza vantaggi;
-
concede flessibilità gratuita;
-
non misura le camere rivendute;
-
non registra i motivi;
-
non aggiorna subito il forecast;
-
usa condizioni poco chiare;
-
non forma il personale;
-
applica eccezioni incoerenti;
-
propone voucher senza regole precise;
-
non controlla i pagamenti;
-
non analizza i chargeback;
-
misura soltanto il cancellation rate;
-
non valuta l’impatto sulla conversione;
-
nasconde le condizioni nel booking engine.
La rigidità non è sinonimo di controllo.
Una policy è efficace quando protegge il ricavo senza distruggere la fiducia del cliente.
Domande frequenti sulle politiche di cancellazione hotel
Qual è la migliore politica di cancellazione per un hotel?
Non esiste una soluzione unica. La scelta dipende da domanda, anticipo, segmento, canale, durata, probabilità di rivendita e valore della prenotazione.
La tariffa non rimborsabile è sempre più redditizia?
No. Può proteggere il ricavo, ma anche ridurre la conversione. Deve offrire un vantaggio percepibile ed essere confrontata con il risultato netto della tariffa flessibile.
Quanto dovrebbe costare la flessibilità?
La differenza deve riflettere il rischio assunto dall’hotel, considerando cancellation rate, anticipo, domanda, ADR e probabilità di rivendita.
È meglio offrire un voucher o un rimborso?
Dipende dalle condizioni accettate, dal contesto e dalla possibilità di mantenere il cliente. Il voucher deve avere termini chiari e non dovrebbe essere imposto indiscriminatamente.
Come si riducono i no-show?
Attraverso garanzie di pagamento, reminder, riconferme, preautorizzazioni, comunicazioni chiare e procedure coerenti.
Il sito ufficiale può avere condizioni migliori delle OTA?
Il canale diretto può essere valorizzato attraverso maggiore flessibilità, assistenza, modifica gratuita o benefit dedicati, nel rispetto delle condizioni applicabili.
Qual è il KPI più importante?
Il cancellation rate è utile, ma non sufficiente. Il dato decisivo è il ricavo netto perso dopo aver considerato camere rivendute, penali, conversione e costi.
Conclusioni
Le migliori politiche di cancellazione hotel non sono quelle più permissive o più rigide.
Sono quelle costruite sui dati.
Una strategia efficace deve:
-
aumentare la fiducia del cliente;
-
proteggere i ricavi;
-
sostenere la conversione;
-
distinguere segmenti e canali;
-
cambiare in base alla domanda;
-
favorire la rivendita;
-
limitare i no-show;
-
mantenere il rapporto con l’ospite;
-
produrre risultati economici misurabili.
La cancellazione non può essere eliminata, ma può essere governata.
La differenza tra una perdita inevitabile e una strategia redditizia dipende dalla capacità dell’hotel di collegare pricing, policy, distribuzione, tecnologia e procedure operative.
Migliora le politiche di cancellazione e la redditività del tuo hotel
Una politica troppo rigida può far perdere prenotazioni.
Una politica troppo flessibile può lasciare camere vuote e ricavi instabili.
Hotel Marketing Lab analizza:
-
cancellation rate;
-
conversion rate;
-
booking window;
-
no-show;
-
condizioni applicate per canale;
-
differenze tra sito e OTA;
-
tariffe flessibili e non rimborsabili;
-
valore delle camere non rivendute;
-
performance del booking engine;
-
redditività netta delle diverse policy.
L’obiettivo è costruire una strategia basata sui dati, capace di aumentare la vendita diretta, proteggere il fatturato e migliorare la marginalità.
Per richiedere un’analisi delle politiche di cancellazione, della distribuzione e della strategia revenue del tuo hotel, scrivi a info@hotelmarketinglab.it.
Non scegliere tra conversione e protezione dei ricavi: costruisci condizioni capaci di migliorare entrambe.
Roberto Necci - r.necci@robertonecci.it