Scopri come fare marketing per un resort, creare domanda in bassa stagione, aumentare il direct booking e migliorare ADR, RevPAR e marginalità.
Fare marketing per un resort non significa vendere semplicemente camere.
Significa creare domanda, valorizzare l’esperienza, trasformare i servizi in prodotti commerciali e rendere la destinazione parte integrante della proposta.
La vera sfida è la destagionalizzazione: generare occupazione e fatturato anche nei periodi di domanda più debole senza trasformare il resort in una macchina permanente di sconti.
La domanda corretta non è:
“Come riempiamo le camere nei mesi vuoti?”
Ma:
“Perché un cliente dovrebbe scegliere il nostro resort proprio in quel periodo dell’anno?”
È da questa domanda che nasce una vera strategia di marketing per resort.
Perché la stagionalità non si combatte soltanto con il prezzo.
Si combatte creando nuovi motivi di viaggio.
Il Metodo HML per la destagionalizzazione
La strategia può essere sintetizzata in una sequenza precisa:
stagione → segmento → esperienza → domanda → conversione → margine
È questo il Metodo HML applicato al marketing dei resort.
Stagione
Capire quali periodi hanno maggiore bisogno di domanda.
Segmento
Individuare quali clienti possono avere una ragione concreta per viaggiare in quel periodo.
Esperienza
Costruire una proposta coerente con i loro bisogni.
Domanda
Intercettare il cliente attraverso SEO, contenuti, Google, advertising, CRM, partnership e brand.
Conversione
Trasformare interesse e traffico in prenotazioni dirette.
Margine
Valutare non soltanto il fatturato generato, ma quanto valore economico rimane dopo costi di acquisizione e distribuzione.
Questa logica trasforma il marketing da successione di campagne a sistema commerciale annuale.
Un resort non vende camere: vende esperienze
Camera, piscina, spa, ristorante, palestra, campo da golf, beach club o attività outdoor sono caratteristiche.
Il cliente compra ciò che queste caratteristiche gli permettono di vivere:
-
relax e wellness;
-
romanticismo;
-
natura e sport;
-
gastronomia;
-
vacanze in famiglia;
-
eventi;
-
retreat aziendali;
-
esperienze esclusive;
-
tempo di qualità;
-
scoperta della destinazione.
Il marketing deve quindi trasformare i servizi in esperienze acquistabili.
Una spa può diventare un weekend wellness.
Il ristorante può diventare un percorso gastronomico.
Un’escursione può diventare una experience nella destinazione.
Un servizio family può diventare una vacanza progettata per genitori e bambini.
Una sala meeting può trasformarsi in un corporate retreat.
Il punto non è inventare artificialmente nuovi prodotti.
È rendere commercialmente leggibile ciò che il resort possiede già.
Quando questo avviene, aumenta il valore percepito e diminuisce la pressione competitiva sul prezzo.
Destagionalizzare significa creare motivi di viaggio
La bassa stagione non deve essere automaticamente sinonimo di promozione.
Un resort può costruire una proposta diversa per ogni periodo dell’anno.
Primavera
Natura, outdoor, wellness, gastronomia, sport, long weekend.
Estate
Mare, famiglia, attività outdoor, esperienze premium, beach lifestyle.
Autunno
Vino, cucina, cultura, foliage, benessere, retreat aziendali.
Inverno
Spa, romanticismo, festività, eventi, wellness, esperienze private.
Il principio è semplice:
se cambia la stagione, può cambiare anche il motivo per soggiornare.
Un resort non deve quindi cercare di vendere lo stesso prodotto dodici mesi l’anno.
Deve chiedersi quali combinazioni di segmento, esperienza e destinazione possano diventare rilevanti in ciascun periodo.
La destinazione è parte del prodotto
Il cliente non viaggia per dormire in una camera.
Viaggia per vivere un luogo.
Per questo il resort non dovrebbe comunicare soltanto ciò che accade dentro la struttura.
Dovrebbe diventare anche un interprete della destinazione.
I contenuti possono riguardare:
-
cosa fare nella destinazione;
-
esperienze locali;
-
itinerari;
-
gastronomia;
-
eventi;
-
natura;
-
sport;
-
cultura;
-
attività stagionali;
-
luoghi poco conosciuti;
-
esperienze disponibili soltanto in determinati periodi.
Questo cambia radicalmente il ruolo del resort.
Non è più soltanto il luogo dove dormire.
Diventa il punto di partenza per vivere quella destinazione.
Ed è un posizionamento molto più forte.
SEO per resort: intercettare il viaggio prima dell’hotel
La SEO non dovrebbe limitarsi alle ricerche più ovvie:
-
resort + destinazione;
-
resort sul mare;
-
resort con spa;
-
resort per famiglie.
Sono keyword importanti, ma intercettano utenti spesso già vicini alla scelta.
Una strategia più evoluta deve presidiare anche le ricerche che precedono la selezione dell’hotel:
-
weekend romantico in…
-
cosa fare in…
-
vacanza wellness in…
-
esperienze gastronomiche in…
-
cosa vedere in autunno in…
-
vacanze con bambini in…
-
weekend spa in…
-
itinerari nella destinazione;
-
dove andare per un retreat aziendale;
-
vacanza sportiva in…
In questo modo il resort entra nel customer journey prima che il cliente abbia già scelto la struttura.
È qui che la SEO smette di essere una semplice fonte di traffico e diventa una leva di creazione della domanda.
Il blog deve produrre domanda, non soltanto visite
Il blog di un resort non dovrebbe essere un archivio di articoli.
Deve essere un canale di acquisizione.
Ogni contenuto dovrebbe avere una funzione:
intercettare → informare → generare desiderio → costruire fiducia → convertire
Le keyword informative possono generare traffico.
Le keyword commerciali possono avvicinare l’utente alla prenotazione.
Le landing page devono trasformare quell’interesse in azione.
Per questo la domanda non dovrebbe essere:
“Quante visite ha fatto questo articolo?”
Ma:
“Ha contribuito a generare domanda qualificata?”
Un articolo sulla vendemmia, sul foliage, sulle esperienze wellness o su un itinerario gastronomico ha valore quando crea una connessione naturale con un soggiorno nel resort.
Il contenuto deve portare sempre dal territorio al prodotto.
Marketing e revenue devono lavorare sulla stessa domanda
Un resort può avere migliaia di visite sul sito e ottenere comunque risultati insufficienti.
Il problema spesso non è la quantità di traffico.
È la qualità della domanda.
Marketing e revenue management devono quindi condividere gli stessi obiettivi.
Prima di avviare una campagna bisognerebbe sapere:
-
quali date hanno bisogno di domanda;
-
quali segmenti acquisire;
-
quale ADR proteggere;
-
quali canali privilegiare;
-
quanto costa acquisire una prenotazione;
-
quale durata media del soggiorno generare;
-
quali servizi aggiuntivi proporre;
-
quale margine produrre.
Non basta comprare traffico.
Bisogna generare domanda profittevole.
Se marketing e revenue lavorano separatamente, il rischio è evidente.
Il marketing può generare prenotazioni nei giorni sbagliati.
Può acquisire clienti a un costo eccessivo.
Può riempire date che si sarebbero vendute comunque.
Può aumentare il fatturato e contemporaneamente ridurre il margine.
L’obiettivo non è semplicemente vendere.
È vendere le date giuste, ai segmenti giusti, attraverso i canali giusti e con una redditività sostenibile.
Direct booking: aumentare il valore, non soltanto abbassare il prezzo
La vendita diretta non cresce perché il resort desidera pagare meno commissioni alle OTA.
Cresce quando il cliente trova una ragione concreta per prenotare dal sito ufficiale.
Questa ragione può essere:
-
maggiore flessibilità;
-
benefit esclusivi;
-
upgrade soggetto a disponibilità;
-
welcome experience;
-
crediti spa;
-
esperienze incluse;
-
late check-out;
-
transfer;
-
condizioni dedicate;
-
accesso prioritario a determinati servizi.
Non è necessario trasformare il direct booking in una guerra di sconti.
Molto spesso è più efficace aumentare il valore percepito.
Il sito ufficiale deve comunicare questo vantaggio prima che il cliente raggiunga il booking engine.
Perché il booking engine converte la domanda.
Non la crea.
Il CRM trasforma l’ospite in domanda futura
Il cliente che ha già soggiornato nel resort è uno degli asset commerciali più importanti.
Con un CRM ben strutturato è possibile segmentare gli ospiti in base a:
-
periodo del soggiorno;
-
motivo del viaggio;
-
servizi acquistati;
-
livello di spesa;
-
interessi;
-
composizione familiare;
-
frequenza di soggiorno;
-
provenienza;
-
canale di prenotazione.
Queste informazioni permettono di creare nuova domanda senza ricominciare ogni volta da zero.
Un cliente estivo può essere interessato a un weekend wellness autunnale.
Una coppia può ricevere una proposta romantica.
Una famiglia può essere ricontattata per le vacanze scolastiche.
Un’azienda può essere coinvolta per un retreat.
Un cliente spa può ricevere una proposta wellness.
Un ospite che ha prenotato tramite OTA può essere trasformato, nel rispetto della normativa applicabile, in un futuro cliente diretto.
Il CRM permette quindi di passare da una logica di prenotazioni isolate a una logica di relazione.
E questo aumenta il Customer Lifetime Value.
Il resort deve diventare un brand della destinazione
Il posizionamento è decisivo.
Un resort che comunica:
“Camere eleganti, piscina, spa e ottima posizione”
rischia di apparire uguale a molti concorrenti.
Un resort che comunica:
“Il luogo ideale per vivere una determinata esperienza in uno specifico territorio”
costruisce invece una promessa riconoscibile.
Il posizionamento forte aiuta a:
-
differenziare il resort;
-
aumentare il valore percepito;
-
sostenere l’ADR;
-
ridurre la dipendenza dalle OTA;
-
aumentare la vendita diretta;
-
migliorare la memorabilità del brand.
Il vero obiettivo non è essere semplicemente un resort nella destinazione.
È diventare uno dei motivi per scegliere quella destinazione.
Questo è un salto di posizionamento molto importante.
Quanto è sostituibile il tuo resort?
Esiste una domanda semplice che proprietà e management dovrebbero porsi.
Se domani il resort fosse completamente sold out, quanto sarebbe facile per il cliente scegliere un’altra struttura senza percepire una perdita significativa?
Se la risposta è “molto facile”, il problema potrebbe non essere il prezzo.
Potrebbe essere il posizionamento.
Potrebbe essere la mancanza di esperienze distintive.
Potrebbe essere il modo in cui i servizi vengono comunicati.
Potrebbe essere una destinazione non sufficientemente integrata nel prodotto.
Un resort può avere una spa eccellente, un ottimo ristorante, camere rinnovate e una bellissima location.
Ma se comunica tutto come una lista di servizi, il mercato può continuare a percepirlo come sostituibile.
Il marketing deve trasformare le caratteristiche in ragioni di scelta.
Anche il capitale umano è parte del marketing
La promessa costruita dal marketing deve essere mantenuta dall’operatività.
Per questo personale, management, organizzazione e customer experience fanno parte della strategia commerciale.
Una struttura può avere:
-
un ottimo sito;
-
un eccellente posizionamento;
-
campagne efficaci;
-
fotografie straordinarie;
-
un pricing corretto.
Ma se l’esperienza reale non mantiene la promessa, il marketing diventa un boomerang.
Il prodotto alberghiero viene erogato dalle persone.
Il capitale umano incide quindi direttamente su:
-
reputazione;
-
recensioni;
-
fidelizzazione;
-
repeat business;
-
qualità percepita;
-
possibilità di sostenere ADR più elevati.
Per approfondire i temi di executive search e selezione manageriale nel settore hospitality è possibile consultare Vertex Executive Search.
Marketing e valore dell’asset
Per proprietà e investitori, la capacità di un resort di generare domanda durante tutto l’anno non è soltanto una questione commerciale.
È anche una questione di valore dell’asset.
Un resort con:
-
brand riconoscibile;
-
domanda distribuita;
-
vendita diretta;
-
database proprietario;
-
buona reputazione;
-
capacità di destagionalizzazione;
-
segmenti diversificati;
-
marginalità sostenibile;
presenta fondamentali molto diversi da una struttura dipendente da poche settimane di alta stagione.
Per approfondire gestione, strategia e valorizzazione alberghiera è possibile consultare RobertoNecci.it.
I temi relativi a investimenti, operazioni e valore degli asset hospitality sono approfonditi su InvestimentiAlberghieri.it e Investhotel.it.
Per gestione, revenue management e valorizzazione operativa è possibile approfondire anche Necci Hotels.
Per formazione manageriale e sviluppo delle competenze è disponibile Roberto Necci Academy.
Gli approfondimenti dedicati a marketing, SEO, distribuzione e direct booking sono disponibili su HotelMarketingLab.it.
Hotel Marketing Lab è una divisione di Hotel Management Group, che integra governance, advisory, gestione, sviluppo e valorizzazione degli asset hospitality.
La logica è una sola:
un resort crea più valore quando marketing, gestione e capitale lavorano nella stessa direzione.
Il piano marketing del resort nei prossimi 90 giorni
Una strategia efficace deve trasformarsi in esecuzione.
Primi 30 giorni: capire dove creare domanda
Analizzare:
-
domanda per mese e giorno della settimana;
-
ADR;
-
RevPAR;
-
occupazione;
-
pickup;
-
lead time;
-
segmenti;
-
channel mix;
-
quota direct;
-
costo di acquisizione;
-
performance SEO;
-
conversion rate del sito;
-
reputazione;
-
competitor;
-
posizionamento.
Obiettivo:
identificare i periodi nei quali esiste maggiore bisogno di domanda e capire quali segmenti potrebbero essere attivati.
Giorni 31-60: costruire il prodotto commerciale
Sviluppare:
-
esperienze;
-
pacchetti;
-
landing page;
-
cluster SEO;
-
contenuti;
-
segmentazioni CRM;
-
benefit direct;
-
partnership;
-
creatività;
-
offerte per periodi specifici.
KPI da monitorare:
-
landing page pubblicate;
-
keyword presidiate;
-
segmenti CRM attivati;
-
nuove esperienze commercializzate;
-
conversion rate;
-
engagement sui contenuti.
Giorni 61-90: acquisire e ottimizzare
Attivare:
-
campagne;
-
remarketing;
-
email marketing;
-
SEO;
-
partnership;
-
attività sul database;
-
vendita diretta.
Misurare:
-
prenotazioni generate;
-
revenue incrementale;
-
ADR;
-
RevPAR;
-
conversion rate;
-
costo per acquisizione;
-
direct booking share;
-
durata media del soggiorno;
-
ricavi ancillari;
-
marginalità.
La domanda finale non deve essere:
“Quanta pubblicità abbiamo fatto?”
Ma:
“Quanto valore economico abbiamo generato?”
Il vero obiettivo: creare domanda profittevole durante tutto l’anno
Il marketing di un resort non dovrebbe essere una sequenza di campagne per riempire i periodi vuoti.
Deve diventare un sistema capace di creare ragioni di viaggio differenti durante l’anno.
Il modello è:
stagione → segmento → esperienza → domanda → conversione → margine
Quando questi elementi funzionano insieme, la bassa stagione smette di essere soltanto un periodo da scontare.
Diventa un mercato da costruire.
Vuoi ridurre la stagionalità del tuo resort?
Se il tuo resort dipende ancora troppo dall’alta stagione, dalle OTA o dalle promozioni, non ti serve semplicemente più pubblicità.
Ti serve capire:
-
quali periodi hanno bisogno di domanda;
-
quali segmenti possono essere attivati;
-
quali esperienze possono diventare prodotti;
-
quali contenuti possono intercettare nuovi clienti;
-
come trasformare quella domanda in prenotazioni dirette;
-
quanto margine produce ogni azione.
La prossima stagione si costruisce prima che inizi.
Hotel Marketing Lab lavora su marketing alberghiero, SEO, revenue management, distribuzione, direct booking e brand positioning con un approccio orientato a domanda qualificata e marginalità.
Il tuo resort non ha bisogno di più rumore.
Ha bisogno di più domanda.
E soprattutto:
ha bisogno di trasformarla in margine.
Per un’analisi strategica del tuo resort scrivi a r.necci@robertonecci.it.
Domande frequenti sul marketing per resort
Come si può destagionalizzare un resort?
La destagionalizzazione richiede di creare motivi di viaggio differenti nei periodi di domanda più debole, combinando stagione, segmento, esperienza, contenuti, distribuzione e revenue management.
Come aumentare le prenotazioni dirette di un resort?
Bisogna lavorare su posizionamento, SEO, sito ufficiale, booking engine, reputazione, CRM, benefit direct e strategie di acquisizione coerenti con i periodi nei quali il resort ha bisogno di domanda.
La bassa stagione richiede necessariamente prezzi più bassi?
No. In molti casi è possibile lavorare su segmenti diversi e su nuove esperienze, aumentando il valore percepito invece di ridurre automaticamente la tariffa.
Quali contenuti dovrebbe pubblicare un resort?
Contenuti sulla destinazione, attività stagionali, esperienze, gastronomia, eventi, wellness, sport, famiglia e itinerari possono intercettare il cliente prima che abbia scelto dove soggiornare.
Perché marketing e revenue management devono lavorare insieme?
Perché il marketing deve generare domanda nei periodi e nei segmenti in cui quella domanda produce maggiore valore economico. Traffico e prenotazioni devono quindi essere letti insieme ad ADR, RevPAR, costo di acquisizione e marginalità.
Qual è il vero obiettivo del marketing per resort?
Non semplicemente aumentare traffico o occupazione, ma costruire domanda qualificata, aumentare la vendita diretta, migliorare la redditività e distribuire meglio la domanda durante l’anno.