Scopri come promuovere un hotel stagionale prima dell’apertura, aumentare le prenotazioni dirette, ridurre le OTA e allungare la stagione.
La stagione non comincia il giorno dell’apertura: si vende mesi prima
Per un hotel stagionale, il risultato economico dell’anno non si costruisce quando si aprono le porte, ma durante i mesi che precedono la riapertura.
Che si tratti di un albergo balneare, di una struttura di montagna, di un resort, di un villaggio turistico o di un hotel situato in una destinazione fortemente stagionale, l’obiettivo deve essere preciso: arrivare al primo giorno di attività con una parte significativa delle camere già venduta, un prezzo medio coerente e una domanda sufficiente a sostenere anche i periodi più deboli.
Aspettare l’apertura per iniziare a comunicare significa partire in ritardo.
Il viaggiatore ricerca la destinazione, confronta le strutture, legge le recensioni, valuta i prezzi e programma la vacanza molto prima della partenza. Se l’hotel non è visibile durante questa fase, la prenotazione sarà probabilmente acquisita da un concorrente o da una piattaforma intermediaria.
Una strategia professionale di marketing alberghiero consente invece di:
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generare prenotazioni prima dell’apertura;
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aumentare il fatturato diretto;
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ridurre la dipendenza dalle OTA;
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migliorare il prezzo medio;
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proteggere la marginalità;
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distribuire meglio la domanda durante la stagione;
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creare nuove occasioni di soggiorno nei periodi di minore occupazione.
Il vero obiettivo non è soltanto riempire l’hotel, ma vendere le camere giuste, al cliente giusto, nel momento giusto e al prezzo più redditizio.
Generare domanda e intercettare domanda non sono la stessa cosa
Una strategia efficace deve distinguere due attività differenti.
La prima consiste nell’intercettare una domanda già esistente. È ciò che accade quando un utente cerca su Google una query come “hotel sul mare a Rimini”, “resort in Sardegna con piscina” o “hotel per famiglie in montagna”.
La seconda, più complessa, consiste nel generare nuova domanda, facendo nascere nel potenziale ospite il desiderio di partire anche quando non aveva ancora programmato il soggiorno.
Nel primo caso lavorano soprattutto:
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SEO;
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Google Ads;
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Google Hotel Ads;
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portali di prenotazione;
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metasearch;
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ottimizzazione del sito;
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gestione della reputazione.
Nel secondo caso diventano decisivi:
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social media;
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email marketing;
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contenuti editoriali;
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video;
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storytelling;
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campagne di remarketing;
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offerte costruite intorno a eventi ed esperienze;
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collaborazioni con operatori del territorio.
Un hotel stagionale competitivo deve fare entrambe le cose: essere presente quando il cliente cerca e diventare desiderabile prima ancora che il cliente inizi a cercare.
Perché fare marketing quando l’hotel è ancora chiuso
Molti albergatori interrompono quasi completamente la comunicazione durante il periodo di chiusura.
È uno degli errori più costosi.
La struttura può essere chiusa, ma il mercato continua a muoversi.
Google continua a indicizzare i contenuti. Gli utenti continuano a cercare informazioni sulla destinazione. Le OTA continuano a raccogliere prenotazioni. I concorrenti continuano a pubblicare offerte e campagne. Gli ex ospiti iniziano a programmare le vacanze successive.
Smettere di comunicare significa lasciare vuoto uno spazio che altri operatori occuperanno.
I mesi di chiusura rappresentano invece il momento migliore per:
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aggiornare il sito internet;
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migliorare il posizionamento organico;
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produrre fotografie e video;
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creare nuovi contenuti;
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segmentare il database clienti;
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aggiornare il motore di prenotazione;
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definire la strategia tariffaria;
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attivare le offerte early booking;
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preparare le campagne pubblicitarie;
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costruire pacchetti per i periodi di minore domanda;
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analizzare i risultati della stagione precedente.
Il marketing di un hotel stagionale non deve essere acceso e spento insieme alla struttura. Deve lavorare tutto l’anno.
La timeline operativa: cosa fare nei mesi precedenti all’apertura
Non tutte le attività devono essere realizzate nello stesso momento. Un piano efficace segue una sequenza precisa.
Da otto a sei mesi prima dell’apertura
Questa è la fase strategica.
Occorre analizzare:
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risultati della stagione precedente;
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provenienza delle prenotazioni;
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peso delle OTA;
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prezzo medio per periodo;
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segmenti di clientela;
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date con maggiore e minore domanda;
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costi di acquisizione;
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rendimento delle campagne;
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reputazione online;
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posizionamento rispetto ai concorrenti.
In questa fase si devono inoltre aggiornare il sito, il piano SEO, il calendario editoriale, il materiale fotografico e la proposta commerciale.
Per comprendere come marketing, gestione e redditività incidano sul valore complessivo di una struttura è utile approfondire anche le analisi pubblicate su RobertoNecci.it, dedicate alla gestione, alla valorizzazione e al posizionamento competitivo degli hotel.
Da sei a quattro mesi prima dell’apertura
È il momento di attivare la domanda anticipata.
Le attività principali sono:
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apertura delle vendite;
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lancio delle offerte early booking;
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campagne email verso gli ex clienti;
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pubblicazione dei contenuti SEO;
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aggiornamento di Google Business Profile;
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riattivazione dei social media;
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lancio delle prime campagne di awareness;
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definizione delle politiche di cancellazione;
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creazione di pacchetti dedicati ai diversi segmenti.
L’obiettivo è iniziare ad accumulare prenotazioni senza sacrificare inutilmente il prezzo medio.
Da quattro a due mesi prima dell’apertura
In questa fase aumenta l’intenzione di acquisto.
Occorre intensificare:
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Google Ads;
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Meta Ads;
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campagne di remarketing;
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attività sui metasearch;
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promozione degli eventi;
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invio di newsletter segmentate;
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campagne dedicate alle famiglie, alle coppie o agli sportivi;
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comunicazione delle novità della stagione.
Il budget deve essere indirizzato soprattutto verso le date che presentano un pickup inferiore agli obiettivi.
Negli ultimi sessanta giorni
Il marketing deve essere collegato quotidianamente ai dati di vendita.
Non ha senso promuovere con lo stesso budget tutte le date. Le camere quasi esaurite non richiedono la stessa pressione pubblicitaria delle settimane ancora vuote.
In questa fase bisogna monitorare:
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occupazione acquisita;
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ritmo delle prenotazioni;
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disponibilità residua;
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prezzo medio;
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costo per prenotazione;
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conversione del sito;
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rendimento delle campagne;
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domanda per singolo periodo.
Le campagne devono quindi essere accese, ridotte o spostate in funzione del reale andamento delle vendite.
Early booking: non uno sconto indiscriminato, ma uno strumento strategico
Le offerte “prenota prima” continuano a funzionare, purché siano credibili.
Uno sconto permanente non crea urgenza. Insegna semplicemente al cliente ad aspettarsi sempre una tariffa ridotta.
Un’offerta early booking efficace deve avere:
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una data di scadenza reale;
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un numero limitato di camere;
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condizioni trasparenti;
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vantaggi percepibili;
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una differenza chiara rispetto alla tariffa ordinaria.
Il beneficio non deve necessariamente coincidere con uno sconto elevato.
L’hotel può offrire:
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upgrade della camera;
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parcheggio incluso;
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late check-out;
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colazione premium;
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credito da utilizzare in struttura;
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trattamento benessere;
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servizio spiaggia;
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esperienza gastronomica;
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cancellazione più flessibile;
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attività sul territorio.
L’obiettivo non è vendere a meno. È anticipare la decisione di acquisto proteggendo il valore della prenotazione.
Email marketing: il database è un patrimonio commerciale
Gli ospiti già acquisiti rappresentano spesso il pubblico con il più alto potenziale di conversione.
Conoscono la struttura, hanno già vissuto l’esperienza e richiedono un investimento commerciale inferiore rispetto a un cliente completamente nuovo.
Tuttavia, inviare la stessa email a tutto il database riduce l’efficacia della campagna.
I contatti dovrebbero essere segmentati almeno per:
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famiglie;
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coppie;
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clientela business;
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ospiti internazionali;
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clienti abituali;
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clienti ad alta capacità di spesa;
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periodo del soggiorno precedente;
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servizi acquistati;
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provenienza geografica;
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tipologia di camera prenotata.
Una famiglia che ha soggiornato ad agosto dovrebbe ricevere un messaggio diverso rispetto a una coppia che ha scelto un weekend di giugno.
Le campagne possono comunicare:
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apertura delle vendite;
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nuove camere o servizi;
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vantaggi riservati agli ex ospiti;
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disponibilità limitata;
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pacchetti per eventi;
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proposte per ponti e festività;
-
offerte per soggiorni più lunghi;
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esperienze disponibili nella destinazione.
Il database non deve essere considerato un semplice elenco di indirizzi, ma un vero canale di vendita proprietario.
SEO per hotel stagionali: il canale che lavora anche quando la struttura è chiusa
La SEO è particolarmente importante per gli hotel stagionali perché permette di costruire visibilità con largo anticipo.
Un contenuto pubblicato oggi può posizionarsi nei mesi successivi e intercettare utenti durante la pianificazione della vacanza.
Il blog dell’hotel dovrebbe rispondere alle domande reali dei viaggiatori, attraverso articoli dedicati a:
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spiagge;
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sentieri;
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eventi;
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escursioni;
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attrazioni;
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ristoranti;
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attività per famiglie;
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esperienze sportive;
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itinerari;
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gastronomia;
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condizioni climatiche;
-
periodi migliori per visitare la destinazione;
-
servizi disponibili nei dintorni.
Il contenuto non deve limitarsi a promuovere la struttura. Deve aiutare il viaggiatore a organizzare il soggiorno.
In questo modo il sito dell’hotel può intercettare ricerche informative prima che l’utente scelga dove prenotare.
Per approfondire le strategie di sviluppo, rilancio e valorizzazione delle imprese alberghiere è possibile consultare anche Investhotel.it, dove il marketing viene analizzato all’interno di una visione più ampia di competitività e sostenibilità economica.
Il sito deve diventare il principale venditore dell’hotel
Portare traffico su un sito lento, confuso o poco persuasivo significa sprecare budget.
Il sito non è una semplice vetrina. Deve accompagnare il visitatore fino alla prenotazione.
Prima della stagione è necessario verificare:
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velocità di caricamento;
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navigazione da smartphone;
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chiarezza delle tariffe;
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semplicità del motore di prenotazione;
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qualità delle fotografie;
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presenza delle recensioni;
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descrizione delle camere;
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evidenza dei servizi;
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call to action;
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tracciamento delle conversioni;
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coerenza tra sito e campagne;
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possibilità di contatto tramite telefono, email o messaggistica.
Ogni pagina deve rispondere a tre domande:
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Perché dovrei scegliere questo hotel?
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Perché dovrei prenotare direttamente?
-
Perché dovrei prenotare adesso?
Se il sito non risponde chiaramente, il cliente tornerà sulle OTA o sceglierà un concorrente.
Social media: creare desiderio prima della partenza
Molti hotel iniziano a pubblicare quando la struttura è già aperta.
A quel punto una parte significativa delle decisioni di viaggio è già stata presa.
Durante i mesi di chiusura è possibile alimentare il desiderio mostrando:
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paesaggi;
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tramonti;
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camere;
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piscina;
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cucina;
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spiaggia;
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escursioni;
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attività sportive;
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preparativi;
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lavori di rinnovamento;
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persone che lavorano alla riapertura;
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novità della stagione;
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testimonianze degli ospiti;
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eventi programmati.
I contenuti non devono parlare soltanto dell’hotel, ma della trasformazione che il soggiorno promette: riposo, divertimento, tempo in famiglia, benessere, scoperta, sport o riconnessione con il territorio.
Il potenziale cliente deve riuscire a immaginarsi già nella destinazione.
Marketing e revenue management devono seguire lo stesso piano
Una campagna pubblicitaria non può essere separata dalla strategia tariffaria.
Promuovere camere già quasi esaurite significa spendere denaro per una domanda che esiste già.
Mantenere prezzi troppo bassi nelle date forti significa rinunciare a ricavi potenziali.
Concentrare tutto il budget sui periodi più difficili senza modificare l’offerta può invece produrre traffico senza conversioni.
Marketing e revenue management devono condividere:
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dati;
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calendario;
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obiettivi;
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segmenti;
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disponibilità;
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tariffe;
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pickup;
-
previsioni;
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costo di acquisizione;
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redditività per canale.
Le decisioni devono essere prese sulla base della domanda reale.
Se una settimana registra un’occupazione superiore alle previsioni, il prezzo può aumentare e la spesa pubblicitaria può essere ridotta.
Se un periodo presenta un pickup debole, occorre capire se il problema dipende dal prezzo, dalla domanda, dalla comunicazione, dal prodotto o dalla distribuzione.
Il supporto di una struttura integrata come HotelManagementGroup.it permette di affrontare marketing, revenue management, organizzazione, controllo di gestione e marginalità come parti dello stesso progetto imprenditoriale.
I KPI da controllare prima e durante la stagione
Non basta osservare il numero delle prenotazioni.
Per valutare l’efficacia del marketing occorre monitorare indicatori precisi:
Occupazione acquisita
Indica quante camere risultano già prenotate per ciascuna data futura.
Pickup
Misura quante nuove prenotazioni vengono acquisite in un determinato intervallo di tempo.
ADR
L’Average Daily Rate rappresenta il prezzo medio delle camere vendute.
RevPAR
Il Revenue per Available Room combina occupazione e prezzo medio, mostrando la capacità dell’hotel di produrre ricavi attraverso le camere disponibili.
Conversion rate del sito
Indica la percentuale di visitatori che completa una prenotazione.
Costo di acquisizione
Calcola quanto costa ottenere una prenotazione attraverso campagne, commissioni o altri strumenti commerciali.
ROAS
Misura il rapporto tra ricavi generati e investimento pubblicitario.
Quota di prenotazioni dirette
Mostra quale parte del fatturato viene acquisita senza intermediari.
Tasso di cancellazione
Permette di valutare la qualità delle prenotazioni e l’efficacia delle politiche tariffarie.
Durata media del soggiorno
Aiuta a costruire offerte capaci di aumentare il valore complessivo della prenotazione.
La crescita dell’occupazione non è sufficiente se viene ottenuta attraverso tariffe troppo basse, commissioni elevate o campagne poco redditizie.
Esempio: come leggere una stagione prima dell’apertura
Immaginiamo un hotel stagionale da 60 camere, aperto da maggio a settembre.
A novanta giorni dall’apertura, l’albergo registra:
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giugno al 25% di occupazione;
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luglio al 48%;
-
agosto al 72%;
-
settembre al 18%.
In questo scenario sarebbe sbagliato investire lo stesso budget su tutti i mesi.
Agosto presenta già una domanda elevata. Potrebbe richiedere un aumento delle tariffe e una riduzione delle promozioni.
Giugno e settembre necessitano invece di:
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campagne dedicate;
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pacchetti tematici;
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offerte rivolte a segmenti specifici;
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contenuti legati agli eventi;
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politiche per soggiorni più lunghi;
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partnership territoriali;
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vantaggi esclusivi per la prenotazione diretta.
L’obiettivo non è semplicemente spostare il cliente da agosto a settembre, ma creare motivazioni autonome per viaggiare in periodi differenti.
Come allungare davvero la stagione
L’allungamento della stagione non dipende soltanto dal clima.
Dipende dalla capacità dell’hotel e della destinazione di costruire motivazioni di viaggio.
Tra le proposte più efficaci troviamo:
-
weekend enogastronomici;
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cicloturismo;
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trekking;
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eventi sportivi;
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ritiri yoga;
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soggiorni wellness;
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smart working;
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meeting aziendali;
-
piccoli eventi privati;
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turismo culturale;
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corsi e workshop;
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esperienze fotografiche;
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appuntamenti musicali;
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attività dedicate agli over 60;
-
soggiorni per gruppi;
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proposte pet friendly.
Ogni segmento ha esigenze, periodi di viaggio e sensibilità al prezzo differenti.
Un hotel balneare non deve necessariamente vendere soltanto mare. Può diventare il punto di partenza per esperienze gastronomiche, sportive, culturali o professionali.
L’allungamento della stagione richiede quindi un ripensamento del prodotto, non soltanto una campagna pubblicitaria.
Le analisi pubblicate su InvestimentiAlberghieri.it mostrano come durata della stagione, stabilità dei flussi, capacità di generare margini e diversificazione della domanda incidano direttamente sulla redditività e sul valore economico di un asset alberghiero.
Le OTA devono essere utilizzate, non subite
Le OTA rappresentano un canale importante, soprattutto per acquisire visibilità internazionale e intercettare nuova clientela.
Il problema nasce quando diventano l’unico motore delle vendite.
Una strategia equilibrata deve utilizzare le piattaforme per:
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raggiungere mercati difficili da intercettare direttamente;
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aumentare la visibilità;
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acquisire nuovi ospiti;
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sostenere i periodi deboli;
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ottenere prenotazioni da segmenti specifici.
Parallelamente, l’hotel deve sviluppare il proprio canale diretto attraverso:
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sito efficace;
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vantaggi esclusivi;
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email marketing;
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fidelizzazione;
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remarketing;
-
reputazione;
-
contenuti;
-
assistenza rapida;
-
offerte dedicate.
L’obiettivo non è eliminare le OTA, ma ridurne il peso quando la domanda diretta può essere acquisita a un costo inferiore.
Gli errori più comuni degli hotel stagionali
Molte strutture continuano a commettere gli stessi errori:
-
iniziare il marketing poche settimane prima dell’apertura;
-
sospendere completamente la comunicazione durante la chiusura;
-
utilizzare solo offerte e sconti;
-
dipendere quasi esclusivamente dalle OTA;
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non lavorare sul database;
-
non investire nella SEO;
-
non segmentare la clientela;
-
applicare lo stesso prezzo a periodi con domanda differente;
-
non misurare il costo delle prenotazioni;
-
pubblicizzare tutte le date nello stesso modo;
-
non coordinare marketing e revenue management;
-
concentrarsi sull’occupazione ignorando la marginalità;
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non costruire prodotti per i mesi di spalla;
-
non analizzare i risultati della stagione precedente.
Il marketing moderno non consiste nel pubblicare qualche contenuto sui social o attivare una promozione.
È un sistema che collega domanda, posizionamento, prezzo, distribuzione, reputazione, prodotto e redditività.
Checklist operativa prima della riapertura
Prima dell’inizio della stagione è necessario verificare che siano state completate almeno queste attività:
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sito web aggiornato;
-
motore di prenotazione testato;
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tracciamento delle conversioni configurato;
-
prezzi caricati correttamente;
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offerte early booking attive;
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campagne Google e Meta pianificate;
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database clienti segmentato;
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email agli ex ospiti programmate;
-
calendario editoriale definito;
-
contenuti SEO pubblicati;
-
fotografie aggiornate;
-
recensioni valorizzate;
-
Google Business Profile aggiornato;
-
schede OTA complete;
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politiche di cancellazione verificate;
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pacchetti per i periodi deboli disponibili;
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obiettivi di occupazione e prezzo definiti;
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dashboard di controllo predisposta;
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budget pubblicitario suddiviso per periodo;
-
responsabilità interne assegnate.
Una checklist non sostituisce una strategia, ma evita che attività decisive vengano affrontate in ritardo.
Conclusioni
Il marketing per hotel stagionali non consiste nel tentare di riempire le camere all’ultimo momento.
Consiste nel costruire domanda durante tutto l’anno, anticipare il percorso decisionale del cliente, proteggere il prezzo medio e distribuire le prenotazioni in modo più equilibrato.
Gli hotel che iniziano a lavorare mesi prima dell’apertura possono:
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acquisire una base di occupazione anticipata;
-
ridurre il rischio commerciale;
-
migliorare la pianificazione;
-
aumentare il fatturato diretto;
-
diminuire il peso delle commissioni;
-
intervenire tempestivamente sui periodi deboli;
-
aumentare il RevPAR;
-
generare margini più elevati;
-
allungare la stagione.
La domanda non deve essere attesa. Deve essere analizzata, intercettata e, quando necessario, creata.
Il momento migliore per iniziare a vendere la prossima stagione non è il giorno dell’apertura.
È oggi.
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Hotel Marketing Lab affianca hotel indipendenti, resort, villaggi turistici e gruppi alberghieri nella costruzione di strategie finalizzate a generare domanda, aumentare le prenotazioni dirette e migliorare la redditività della stagione.
L’intervento può comprendere:
-
analisi del posizionamento;
-
piano marketing pre-opening;
-
strategia SEO;
-
campagne Google e Meta;
-
content marketing;
-
email marketing;
-
ottimizzazione del sito;
-
crescita delle prenotazioni dirette;
-
riduzione della dipendenza dalle OTA;
-
coordinamento tra marketing e revenue management;
-
sviluppo di prodotti per allungare la stagione.
Non aspettare che le date deboli diventino un problema a stagione iniziata.
Scrivi a info@hotelmarketinglab.it per richiedere un’analisi personalizzata e costruire un piano operativo basato su obiettivi, calendario, budget e risultati misurabili.
Ogni mese perso prima dell’apertura è domanda che l’hotel dovrà tentare di recuperare dopo, spesso con prezzi più bassi e costi di acquisizione più elevati.