I primi sei mesi dopo un cambio di gestione sono decisivi per proteggere il fatturato e costruire una nuova macchina commerciale. Dati, account, pricing, distribuzione, CRM, corporate, campagne e governance devono essere affrontati con una sequenza strutturata.
Il marketing dopo il cambio di gestione: le priorità dei primi sei mesi
Il cambio di gestione di un hotel è uno dei momenti più delicati dal punto di vista commerciale.
Cambia il management.
Cambiano le priorità.
Cambiano spesso fornitori, processi, sistemi e modalità decisionali.
Ma il mercato non aspetta.
Le OTA continuano a vendere.
Le campagne continuano a girare.
I clienti continuano a cercare.
I corporate account continuano a prenotare oppure smettono di farlo.
Le recensioni continuano ad accumularsi.
Per questo i primi sei mesi dopo un cambio di gestione non dovrebbero essere utilizzati per “rifare tutto”.
Dovrebbero essere utilizzati per:
-
proteggere ciò che funziona;
-
capire cosa non funziona;
-
mettere in sicurezza dati e account;
-
ricostruire la baseline;
-
correggere le inefficienze più evidenti;
-
definire il nuovo modello commerciale;
-
iniziare a scalare solo dopo aver acquisito sufficiente evidenza.
La priorità non è il rebranding.
La priorità è la continuità del valore.
È una logica coerente con un approccio di advisory alberghiera come quello sviluppato su robertonecci.it, con i temi di investimento e gestione approfonditi su investimentialberghieri.it e investhotel.it, e con la necessità di leggere correttamente dati economici e commerciali attraverso sistemi come hotelintelligence.it e hotelcontrol.it.
Il primo rischio: cambiare troppo, troppo presto
Dopo un passaggio di gestione esiste spesso una forte pressione a dimostrare discontinuità.
Nuovo sito.
Nuova agenzia.
Nuove campagne.
Nuova identità.
Nuovi prezzi.
Nuove promozioni.
Ma il rischio è cancellare valore prima ancora di averlo compreso.
Un approccio manageriale dovrebbe distinguere tra:
legacy da preservare
e
legacy da correggere.
Questa distinzione richiede dati.
Non impressioni.
Mese 1: mettere in sicurezza asset, accessi e dati
La prima priorità non è creativa.
È operativa.
Bisogna verificare chi controlla:
-
dominio;
-
hosting;
-
Google Analytics;
-
Search Console;
-
Google Ads;
-
Meta Business Manager;
-
CRM;
-
mailing list;
-
account OTA;
-
booking engine;
-
PMS;
-
channel manager;
-
fotografie;
-
asset creativi.
Il nuovo management deve poter accedere a tutto.
Senza dipendere da:
-
vecchia agenzia;
-
precedente direttore;
-
consulente uscente;
-
singolo collaboratore.
Data ownership prima del marketing
La proprietà dei dati deve essere trasferita in modo ordinato.
Bisogna avere:
-
accessi amministrativi;
-
backup;
-
esportazioni;
-
storico campagne;
-
audience;
-
lead;
-
database;
-
report precedenti.
Se il dato non è sotto controllo, il nuovo management rischia di prendere decisioni sulla base di informazioni incomplete.
Mese 1: ricostruire la baseline commerciale
Prima di cambiare strategia bisogna capire da dove si parte.
La baseline dovrebbe includere almeno:
-
Room Revenue;
-
ADR;
-
RevPAR;
-
occupancy;
-
Direct Revenue Share;
-
OTA Revenue Share;
-
CAC;
-
marketing spend;
-
website conversion;
-
corporate revenue;
-
MICE revenue;
-
repeat guest rate.
La domanda è semplice:
qual è la situazione reale al Day 0?
Mese 1: identificare le dipendenze critiche
Il nuovo management dovrebbe verificare subito se esistono dipendenze da:
-
una singola OTA;
-
pochi account corporate;
-
una singola agenzia;
-
una persona chiave;
-
un sistema tecnologico;
-
un unico mercato.
Queste dipendenze rappresentano rischio.
Mese 2: audit del pricing
Una nuova gestione tende spesso a modificare rapidamente le tariffe.
Ma prima bisogna capire:
-
ADR storico;
-
pickup;
-
booking pace;
-
competitor;
-
stagionalità;
-
eventi;
-
room type performance.
Il pricing va corretto sulla base di evidenza.
Non come segnale di discontinuità.
Mese 2: audit della distribuzione
Bisogna ricostruire il channel mix.
Da analizzare:
-
Booking.com;
-
Expedia;
-
sito;
-
GDS;
-
corporate;
-
wholesaler;
-
tour operator;
-
gruppi.
Per ogni canale:
-
revenue;
-
ADR;
-
cost of sale;
-
cancellazioni;
-
marginalità.
Mese 2: non eliminare le OTA per principio
Un nuovo management può essere tentato di “ridurre le OTA”.
Ma le OTA possono generare domanda importante.
La domanda corretta non è:
come riduciamo Booking.com?
Ma:
quale quota di intermediazione è economicamente efficiente per questa struttura?
Mese 2: verificare la parity
Bisogna controllare:
-
tariffa sito;
-
OTA;
-
benefit diretti;
-
cancellation policy;
-
pacchetti.
Il canale diretto non può crescere se appare meno conveniente.
Mese 3: analizzare il sito
A questo punto si può valutare se il sito ha realmente bisogno di essere rifatto.
Da verificare:
-
traffico;
-
conversion rate;
-
mobile experience;
-
booking engine;
-
velocità;
-
UX;
-
SEO.
Il criterio deve essere economico.
Non estetico.
Mese 3: audit delle campagne
Ogni campagna dovrebbe essere classificata.
Per esempio:
-
keep;
-
optimize;
-
pause;
-
stop.
Da analizzare:
-
spend;
-
revenue;
-
CAC;
-
ROAS;
-
branded share;
-
incrementalità.
Mese 3: distinguere domanda esistente da domanda incrementale
Un nuovo management deve evitare di attribuire troppo valore a campagne che intercettano domanda già esistente.
Particolare attenzione a:
-
branded search;
-
retargeting;
-
promo su clienti già acquisiti.
La domanda è:
quanto fatturato nuovo stiamo realmente generando?
Mese 3: audit del CRM
Bisogna capire:
-
dimensione database;
-
qualità dati;
-
consensi;
-
segmentazione;
-
repeat rate;
-
revenue CRM.
Molti cambi di gestione sottovalutano il database clienti.
Può essere uno degli asset più importanti.
Mese 4: riattivare corporate e account storici
Uno dei rischi principali di un cambio gestione è perdere relazioni commerciali.
Bisogna verificare:
-
clienti corporate attivi;
-
account inattivi;
-
produzioni precedenti;
-
contatti;
-
condizioni negoziate.
La nuova gestione dovrebbe comunicare continuità.
Mese 4: analizzare il rischio key person
Se il corporate era legato al precedente direttore commerciale o GM, bisogna trasferire rapidamente le relazioni.
Serve institutionalizzare.
Il cliente deve restare legato all’hotel.
Non solo alla persona.
Mese 4: MICE e gruppi
Anche meeting e gruppi vanno analizzati rapidamente.
Bisogna verificare:
-
pipeline aperta;
-
preventivi inviati;
-
room block;
-
release date;
-
eventi futuri.
Il cambio di gestione non deve interrompere la pipeline.
Mese 4: iniziare a definire il nuovo posizionamento
Solo dopo aver analizzato dati e clienti ha senso rivedere il posizionamento.
Bisogna capire:
-
chi compra realmente;
-
perché compra;
-
competitor;
-
percezione;
-
reputazione.
Il posizionamento deve nascere dal mercato.
Non da una presentazione creativa.
Mese 5: costruire il nuovo marketing operating model
A questo punto è possibile decidere:
-
cosa internalizzare;
-
cosa esternalizzare;
-
chi coordina;
-
quale agenzia mantenere;
-
quali specialisti coinvolgere;
-
chi possiede i KPI.
Il modello deve essere costruito sulla reale complessità dell’hotel.
Mese 5: definire i decision rights
Bisogna chiarire:
-
chi decide pricing;
-
chi decide budget;
-
chi approva campagne;
-
chi gestisce OTA;
-
chi segue corporate;
-
chi controlla CRM.
Questa governance riduce conflitti e sovrapposizioni.
Mese 5: costruire una dashboard condivisa
Marketing, revenue, sales e finance devono leggere gli stessi numeri.
Serve una single source of truth.
Da includere almeno:
-
revenue;
-
ADR;
-
RevPAR;
-
direct share;
-
OTA share;
-
CAC;
-
conversion;
-
marketing spend;
-
corporate;
-
MICE.
Un approccio di business intelligence come quello approfondito su hotelintelligence.it può diventare particolarmente utile in questa fase.
Mese 5: collegare marketing e controllo di gestione
Il marketing deve iniziare a dialogare con:
-
P&L;
-
cost of sale;
-
contribution margin;
-
GOP.
Un aumento del fatturato non è sufficiente se viene ottenuto con costi eccessivi.
L’integrazione con logiche di controllo di gestione, come quelle affrontate su hotelcontrol.it, diventa quindi essenziale.
Mese 6: definire il nuovo budget
Solo ora è ragionevole costruire un budget marketing più strutturato.
Non più basato su:
-
storico;
-
abitudine;
-
proposta agenzia.
Ma su:
-
obiettivi;
-
gap commerciali;
-
ROI atteso;
-
priorità.
Il budget deve seguire le opportunità
Per esempio:
Se la priorità è direct share:
-
sito;
-
metasearch;
-
CRM;
-
SEO;
-
conversion.
Se la priorità è corporate:
-
lead generation;
-
sales tools;
-
CRM;
-
account development.
Se la priorità è reputation:
-
product improvement;
-
customer experience.
Mese 6: definire il piano dei successivi 12 mesi
Dopo sei mesi il nuovo management dovrebbe poter costruire un piano credibile.
Con:
-
obiettivi;
-
budget;
-
KPI;
-
iniziative;
-
owner;
-
timing.
A questo punto la fase di transizione termina.
Inizia la fase di crescita.
Cosa non fare nei primi sei mesi
Ci sono alcuni errori ricorrenti.
Rifare tutto subito
Rischia di cancellare ciò che funziona.
Cambiare agenzia senza audit
Il problema potrebbe non essere l’agenzia.
Tagliare le OTA indiscriminatamente
Può ridurre domanda utile.
Aumentare il budget marketing
Prima bisogna capire la conversione.
Cambiare il pricing senza storico
Rischia di danneggiare ADR o occupazione.
Il rischio di perdere SEO durante il cambio gestione
Un nuovo sito può compromettere:
-
URL;
-
ranking;
-
backlink;
-
traffico organico.
Prima del redesign bisogna effettuare:
-
SEO audit;
-
URL mapping;
-
redirect plan.
Un passaggio tecnico sbagliato può distruggere anni di valore organico.
Il rischio di perdere il database
Un altro errore frequente è non verificare correttamente il trasferimento del CRM.
Il database deve essere:
-
esportato;
-
verificato;
-
segmentato;
-
messo in sicurezza.
Il cambio di gestione non deve interrompere la relazione con gli ospiti.
Il rischio di perdere la reputazione
Google Business Profile, Booking e altri account devono essere correttamente gestiti.
La nuova gestione deve analizzare:
-
rating;
-
sentiment;
-
criticità;
-
trend.
Non basta cambiare il logo.
Serve capire cosa il mercato pensa realmente della struttura.
Il marketing dopo il cambio gestione deve proteggere il revenue
Il primo obiettivo non è necessariamente aumentare il fatturato.
È evitare che il fatturato diminuisca durante la transizione.
Questo significa proteggere:
-
canali;
-
ranking;
-
clienti;
-
corporate;
-
pipeline;
-
reputazione.
La crescita arriva dopo.
La Change of Management Scorecard
Una proprietà può utilizzare una scorecard semplice.
| Area | Day 0 | Month 3 | Month 6 |
|---|---|---|---|
| Direct Revenue Share |
|
|
|
| OTA Revenue Share |
|
|
|
| Website Conversion |
|
|
|
| CAC |
|
|
|
| Corporate Revenue |
|
|
|
| CRM Revenue |
|
|
|
| ADR |
|
|
|
| RevPAR |
|
|
|
Questo rende la transizione misurabile.
La priorità cambia mese per mese
Un buon piano può essere sintetizzato così:
Mese 1
Secure.
Mese 2
Diagnose.
Mese 3
Optimize.
Mese 4
Retain.
Mese 5
Govern.
Mese 6
Scale.
Questa sequenza riduce il rischio di decisioni premature.
Cambio gestione e business continuity
Il marketing deve essere considerato parte del business continuity plan.
Perché la struttura continua a vendere mentre cambia management.
Bisogna quindi gestire la transizione senza interrompere:
-
campagne;
-
account;
-
booking flow;
-
CRM;
-
corporate.
Il cambio gestione come opportunità
Una transizione ben gestita non serve solo a ridurre il rischio.
Può diventare un’opportunità per:
-
correggere inefficienze;
-
rivedere fornitori;
-
ridurre commissioni;
-
migliorare direct;
-
strutturare governance.
Il rapporto con hotel management
Questa fase richiede forte coordinamento tra marketing e gestione.
Perché ogni decisione commerciale deve essere coerente con:
-
operation;
-
prodotto;
-
personale;
-
servizio.
Per questo il tema si collega direttamente alla qualità del management alberghiero, area approfondita anche su hotelmanagementgroup.it.
Cambio gestione e investimento
Per proprietà e investitori, i primi sei mesi sono particolarmente importanti.
Una cattiva transizione può distruggere valore.
Una buona transizione può creare rapidamente:
-
maggiore trasparenza;
-
migliore reporting;
-
governance più forte;
-
maggiore efficienza.
È per questo che il marketing post-transizione assume rilevanza anche nelle logiche di investimento e asset management affrontate su investimentialberghieri.it e investhotel.it.
Il framework: Protect, Diagnose, Optimize, Govern, Scale
Un piano dei primi sei mesi può essere sintetizzato in cinque fasi.
1. Protect
Proteggere:
-
revenue;
-
dati;
-
account;
-
clienti.
2. Diagnose
Analizzare:
-
pricing;
-
distribuzione;
-
funnel;
-
marketing.
3. Optimize
Correggere:
-
campagne;
-
CRM;
-
pricing;
-
processi.
4. Govern
Definire:
-
KPI;
-
ruoli;
-
budget;
-
decision rights.
5. Scale
Investire sulle leve che hanno dimostrato valore.
Le dieci domande che la nuova gestione dovrebbe farsi
1. Possediamo tutti gli account e i dati?
2. Quali canali stanno producendo revenue?
3. Quanto dipendiamo dalle OTA?
4. Qual è il costo reale di acquisizione?
5. Il sito converte?
6. Quali clienti corporate dobbiamo proteggere?
7. Quali campagne vanno fermate?
8. Quali processi dipendono da una persona?
9. Chi decide budget e pricing?
10. Dove genera maggiore ritorno il prossimo investimento?
Se dopo sei mesi queste risposte sono chiare, la transizione è molto più solida.
Il marketing dopo il cambio di gestione non deve iniziare dal rebranding
Deve iniziare dalla continuità.
Poi dalla diagnosi.
Poi dalla governance.
Solo infine dalla crescita.
Questa sequenza consente di evitare un errore comune:
cambiare ciò che si vede prima di aver compreso ciò che produce valore.
Il vero successo della nuova gestione non si misura sul numero di novità introdotte.
Si misura sulla capacità di migliorare:
-
revenue;
-
margine;
-
direct share;
-
qualità della domanda;
-
controllo;
-
prevedibilità.
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L’obiettivo è:
-
proteggere il fatturato durante il cambio;
-
mettere in sicurezza dati e account;
-
analizzare pricing e distribuzione;
-
rivedere fornitori e campagne;
-
costruire nuova governance;
-
definire le priorità dei successivi 12 mesi.
Per richiedere un confronto preliminare: