Il content marketing per hotel non consiste nel riempire il blog. Deve intercettare il viaggiatore nelle diverse fasi del funnel, collegare contenuti e offerte e trasformare la domanda in prenotazioni dirette misurabili.
Il content marketing alberghiero non si misura dal numero degli articoli pubblicati, ma dalla capacità di accompagnare il viaggiatore dall’ispirazione alla prenotazione e di generare risultati commerciali misurabili.
Un hotel non ha bisogno di pubblicare di più.
Ha bisogno di pubblicare i contenuti giusti, nel momento giusto, per il segmento di clientela giusto, collegandoli a una proposta realmente prenotabile.
Nel mercato alberghiero contemporaneo non è più sufficiente attendere che il cliente cerchi direttamente il nome della struttura. Quando questo accade, una parte rilevante del processo decisionale è già avvenuta: il viaggiatore ha scelto la destinazione, definito le date, valutato il budget e probabilmente consultato OTA, recensioni e concorrenti.
La vera opportunità consiste nell’intercettarlo prima.
Prima che abbia scelto l’hotel.
Prima che abbia deciso quale zona preferire.
Prima che il confronto si riduca esclusivamente a prezzo, punteggio e fotografie presenti sui portali.
Il content marketing consente a una struttura di entrare nel percorso decisionale attraverso informazioni, guide, immagini, video, offerte e contenuti capaci di orientare il bisogno verso:
-
una destinazione;
-
un quartiere;
-
un’esperienza;
-
un servizio;
-
una tipologia di soggiorno;
-
una specifica struttura.
L’obiettivo non è riempire il blog né accumulare visualizzazioni.
L’obiettivo è trasformare una ricerca, un interesse o un desiderio in una relazione commerciale che possa condurre alla prenotazione diretta.
Gli hotel possono davvero creare domanda?
Un hotel difficilmente crea dal nulla il bisogno di viaggiare. Può però influenzarlo, orientarlo e renderlo più concreto.
Un contenuto può:
-
suggerire una ragione per partire;
-
far scoprire un evento;
-
valorizzare un periodo meno richiesto;
-
rendere desiderabile un’esperienza;
-
mostrare che una destinazione è adatta a famiglie, coppie o clientela business;
-
trasformare un soggiorno generico in una proposta precisa;
-
anticipare una domanda che il cliente non aveva ancora formulato.
Un articolo su un festival, un itinerario gastronomico, un fine settimana wellness o una manifestazione fieristica può far nascere il desiderio di organizzare il viaggio.
La domanda iniziale:
“Cosa fare a Roma durante un weekend?”
può diventare:
“Dove dormire a Roma per visitare la città senza usare l’auto?”
e infine:
“Camera disponibile in hotel con parcheggio e collegamento diretto con il centro.”
Il content marketing alberghiero lavora esattamente su questa evoluzione.
Che cos’è il content marketing per hotel
Il content marketing alberghiero è una strategia di acquisizione, orientamento e fidelizzazione basata sulla produzione e distribuzione di contenuti utili per il potenziale ospite.
Non coincide esclusivamente con il blog.
Una strategia completa può includere:
-
guide sulla destinazione;
-
articoli SEO;
-
pagine dedicate ai segmenti;
-
landing page commerciali;
-
fotografie;
-
video;
-
newsletter;
-
email pre-stay e post-stay;
-
contenuti per i social media;
-
FAQ;
-
itinerari;
-
guide scaricabili;
-
contenuti pubblicati su Google Business Profile;
-
collaborazioni con operatori territoriali;
-
materiali dedicati a eventi, fiere e congressi.
Ogni contenuto dovrebbe avere una funzione precisa all’interno del percorso del cliente.
Può servire a:
-
ispirare;
-
informare;
-
rassicurare;
-
differenziare;
-
convertire;
-
fidelizzare.
Pubblicare senza conoscere questa funzione significa produrre contenuti senza sapere quale risultato debbano generare.
Il funnel del viaggiatore: dalla prima idea alla prenotazione
Il processo di acquisto turistico non è lineare.
L’utente può vedere un video, effettuare una ricerca, consultare una OTA, tornare su Google, visitare il sito ufficiale, leggere recensioni e completare la prenotazione diversi giorni dopo.
Per costruire una strategia efficace è utile distinguere cinque fasi.
1. Ispirazione
Il viaggiatore sta valutando se partire, dove andare o quale esperienza vivere.
Le ricerche possono essere:
-
idee per un weekend romantico;
-
dove andare con i bambini;
-
destinazioni wellness vicino Roma;
-
borghi da visitare in autunno;
-
vacanze gastronomiche in Italia.
I contenuti più utili sono:
-
guide ispirazionali;
-
video emozionali;
-
itinerari;
-
contenuti stagionali;
-
raccolte di esperienze;
-
articoli dedicati a eventi e festività.
L’obiettivo non è vendere immediatamente la camera, ma far entrare la destinazione e l’hotel nel campo delle possibilità.
2. Pianificazione
Il cliente ha scelto o sta scegliendo la destinazione e cerca informazioni pratiche.
Le query possono riguardare:
-
cosa vedere in due giorni;
-
come raggiungere il centro;
-
dove parcheggiare;
-
mezzi pubblici;
-
distanza da un’attrazione;
-
periodo migliore;
-
eventi disponibili durante il soggiorno.
I contenuti più efficaci sono:
-
guide logistiche;
-
mappe;
-
itinerari;
-
articoli sugli eventi;
-
FAQ;
-
pagine dedicate alla posizione;
-
contenuti sui collegamenti.
In questa fase l’hotel deve dimostrare di conoscere il territorio e facilitare l’organizzazione del viaggio.
3. Valutazione
L’utente confronta strutture, zone, camere, servizi, reputazione e condizioni.
I contenuti devono riguardare:
-
vantaggi della posizione;
-
pagine camere;
-
servizi;
-
segmenti di clientela;
-
recensioni;
-
video tour;
-
fotografie;
-
proposte per famiglie, coppie o clientela business;
-
motivi per prenotare direttamente.
Questa è la fase nella quale il contenuto deve ridurre l’incertezza e costruire fiducia.
4. Decisione e prenotazione
Il cliente ha quasi scelto, ma deve ancora verificare disponibilità, tariffa e condizioni.
I contenuti decisivi sono:
-
offerte;
-
pacchetti;
-
landing page;
-
pagine tariffarie chiare;
-
benefit diretti;
-
FAQ sulla prenotazione;
-
politiche di cancellazione;
-
messaggi di rassicurazione;
-
CTA;
-
booking engine.
In questa fase il contenuto deve condurre all’azione senza distrazioni.
5. Soggiorno e fidelizzazione
Il rapporto non termina con la prenotazione.
I contenuti possono migliorare l’esperienza e favorire nuovi ricavi attraverso:
-
email pre-stay;
-
proposte di upgrade;
-
prenotazione del ristorante;
-
transfer;
-
spa;
-
esperienze;
-
itinerari personalizzati;
-
comunicazioni post-stay;
-
newsletter;
-
offerte per il ritorno.
Il content marketing può quindi contribuire sia all’acquisizione sia all’aumento del valore del cliente.
Contenuti di ispirazione: far nascere il desiderio di soggiorno
I contenuti di ispirazione devono aiutare il viaggiatore a immaginare un’esperienza.
Possono riguardare:
-
weekend romantici;
-
soggiorni wellness;
-
vacanze in famiglia;
-
esperienze enogastronomiche;
-
itinerari culturali;
-
attività sportive;
-
eventi stagionali;
-
fughe dalla città;
-
soggiorni legati a festività e ricorrenze.
Il limite più frequente è la genericità.
Un articolo intitolato “Dieci cose da vedere a Roma” compete con portali turistici, editori, testate giornalistiche e siti istituzionali.
Un hotel dovrebbe individuare un punto di vista più specifico e vicino alla propria proposta.
Esempi migliori:
-
cosa vedere a Roma in 48 ore partendo dal nostro quartiere;
-
itinerario per famiglie raggiungibile senza automobile;
-
weekend romantico con cena e late check-out;
-
cosa fare vicino all’hotel durante un giorno di pioggia;
-
itinerario gastronomico a pochi minuti dalla struttura;
-
tre giorni a Roma per chi arriva in automobile;
-
weekend wellness vicino Roma con parcheggio incluso.
Il contenuto deve collegare il desiderio alla possibilità concreta di soggiornare.
Guide territoriali: diventare una fonte utile sulla destinazione
Un hotel conosce il proprio territorio in modo diverso rispetto a un portale generalista.
Conosce:
-
domande ricorrenti degli ospiti;
-
tempi reali degli spostamenti;
-
problemi logistici;
-
ristoranti frequentati;
-
attrazioni meno note;
-
esigenze delle famiglie;
-
necessità della clientela business;
-
eventi che producono domanda;
-
periodi più interessanti.
Questa conoscenza deve diventare contenuto originale.
Una guida territoriale efficace dovrebbe includere:
-
informazioni aggiornate;
-
distanze realistiche;
-
mezzi di trasporto;
-
tempi di percorrenza;
-
alternative;
-
mappe;
-
suggerimenti basati sull’esperienza;
-
collegamenti con camere, servizi e offerte.
Non basta descrivere la destinazione. Occorre aiutare il cliente a viverla partendo dall’hotel.
Contenuti logistici: risolvere problemi prima della prenotazione
Molte prenotazioni non dipendono da un’emozione, ma dalla capacità della struttura di risolvere un problema concreto.
Un cliente può cercare:
-
hotel vicino a una fiera;
-
hotel con parcheggio;
-
struttura collegata all’aeroporto;
-
camera vicino a un ospedale;
-
hotel raggiungibile dalla stazione;
-
struttura adatta a un evento;
-
soggiorno vicino a una sede aziendale.
I contenuti logistici possono avere un’elevata intenzione commerciale perché rispondono a necessità precise.
Esempi:
-
come raggiungere la Fiera di Roma dal nostro hotel;
-
hotel con parcheggio vicino al centro;
-
dove dormire prima di un volo mattutino;
-
collegamenti tra l’hotel e la stazione;
-
soggiornare vicino al palazzo dei congressi;
-
hotel per trasferte aziendali in una determinata zona.
Questi contenuti devono essere collegati a una pagina commerciale e a una verifica immediata della disponibilità.
Contenuti dedicati ai segmenti di clientela
Ogni segmento attribuisce importanza a elementi differenti.
Clientela business
Può valutare:
-
posizione;
-
parcheggio;
-
collegamenti;
-
Wi-Fi;
-
scrivania;
-
colazione anticipata;
-
ristorante;
-
sale meeting;
-
fatturazione;
-
flessibilità;
-
programmi corporate.
Contenuti possibili:
-
guida ai principali distretti aziendali;
-
come organizzare una trasferta nella destinazione;
-
servizi necessari per il business traveller;
-
dove soggiornare durante una specifica fiera;
-
soluzioni per meeting e piccoli eventi.
Famiglie
Possono essere interessate a:
-
camere comunicanti;
-
letti aggiuntivi;
-
colazione;
-
parcheggio;
-
attrazioni;
-
sicurezza;
-
servizi per bambini;
-
ristorazione;
-
facilità degli spostamenti.
Contenuti possibili:
-
cosa fare con i bambini;
-
itinerario family friendly;
-
attrazioni raggiungibili dall’hotel;
-
come scegliere una camera familiare;
-
vacanze senza automobile.
Coppie
Possono cercare:
-
atmosfera;
-
privacy;
-
spa;
-
ristorante;
-
vista;
-
esperienze;
-
late check-out;
-
occasioni speciali.
Contenuti possibili:
-
weekend romantico;
-
itinerario per coppie;
-
proposta anniversario;
-
soggiorno con cena;
-
esperienza wellness.
Gruppi ed eventi
I contenuti dovrebbero chiarire:
-
capienza;
-
tipologie di camere;
-
ristorazione;
-
parcheggio;
-
spazi comuni;
-
procedure;
-
referente;
-
condizioni.
La segmentazione aumenta la rilevanza del messaggio e rende più naturale il passaggio verso la prenotazione o la richiesta commerciale.
Storytelling: raccontare il valore senza diventare generici
Lo storytelling alberghiero non dovrebbe limitarsi a ripetere che il cliente “non acquista una camera, ma un’esperienza”.
L’ospite acquista contemporaneamente:
-
una camera;
-
una posizione;
-
un servizio;
-
una soluzione logistica;
-
una promessa;
-
un’esperienza attesa;
-
un livello di affidabilità.
Il racconto deve essere sostenuto da elementi reali.
Un hotel può raccontare:
-
storia dell’edificio;
-
identità della proprietà;
-
progetto di riqualificazione;
-
persone dello staff;
-
filosofia della ristorazione;
-
relazione con il territorio;
-
fornitori locali;
-
metodo di accoglienza;
-
attenzione a specifici segmenti;
-
trasformazioni della struttura.
Il contenuto diventa credibile quando combina emozione e prova.
Dire “colazione autentica” è generico.
Raccontare i prodotti, le persone, gli orari, le alternative disponibili e il motivo delle scelte rende il valore visibile.
Contenuti commerciali: trasformare l’interesse in una proposta prenotabile
Il content marketing non deve fermarsi agli articoli informativi.
Servono contenuti direttamente collegati alla vendita:
-
pagine camere;
-
landing page;
-
offerte;
-
pacchetti;
-
pagine per segmenti;
-
proposte stagionali;
-
soggiorni legati a eventi;
-
esperienze acquistabili;
-
pagine per gruppi e aziende.
Ogni contenuto informativo dovrebbe condurre verso un passaggio commerciale coerente.
Esempio:
Contenuto: cosa fare a Roma con i bambini
Approfondimento: servizi dell’hotel per le famiglie
Prodotto: camera familiare
Vantaggio: parcheggio e colazione inclusa
CTA: verifica disponibilità
Follow-up: email con itinerario e informazioni utili
Il percorso non deve apparire forzato. Deve rappresentare la naturale continuazione della domanda dell’utente.
Landing page per eventi, fiere e domanda temporanea
Eventi, concerti, fiere, congressi e manifestazioni possono generare domanda concentrata in periodi precisi.
Una landing page efficace dovrebbe contenere:
-
data e luogo dell’evento;
-
distanza dall’hotel;
-
modalità di collegamento;
-
tempi di percorrenza;
-
parcheggio;
-
colazione;
-
ristorante;
-
servizi utili;
-
camere disponibili;
-
condizioni;
-
CTA.
La pubblicazione deve rispettare il booking window.
Creare una pagina pochi giorni prima dell’evento può essere troppo tardi per la SEO e per la maggior parte delle prenotazioni.
Il calendario dei contenuti deve quindi anticipare il comportamento del mercato.
Video e contenuti visuali: mostrare ciò che il testo non può spiegare
Nel settore alberghiero immagini e video possono ridurre l’incertezza e aumentare il valore percepito.
I formati più utili possono includere:
-
tour delle camere;
-
confronto tra categorie;
-
presentazione della colazione;
-
percorso dal parcheggio alla reception;
-
visita della spa;
-
allestimento di una sala meeting;
-
esperienza gastronomica;
-
intervista allo staff;
-
itinerario nel quartiere;
-
testimonianze degli ospiti.
Il video deve avere una funzione precisa.
Un contenuto emozionale può funzionare sui social, mentre un tour della camera può essere più utile nella fase di valutazione.
È inoltre necessario considerare:
-
durata;
-
formato;
-
sottotitoli;
-
utilizzo senza audio;
-
peso sul sito;
-
velocità;
-
qualità;
-
CTA;
-
adattamento ai diversi canali.
Un video generico non rappresenta automaticamente una strategia.
Newsletter e CRM: trasformare il contenuto in relazione
Non tutti gli utenti sono pronti a prenotare durante la prima visita.
La newsletter e il CRM permettono di mantenere una relazione con:
-
potenziali ospiti;
-
clienti precedenti;
-
partecipanti a eventi;
-
aziende;
-
iscritti;
-
utenti che hanno richiesto informazioni.
I contenuti possono riguardare:
-
eventi futuri;
-
offerte;
-
nuove esperienze;
-
guide stagionali;
-
vantaggi riservati;
-
ritorno nella destinazione;
-
ricorrenze;
-
proposte personalizzate.
La comunicazione deve essere segmentata.
Inviare la stessa newsletter a famiglie, aziende e coppie riduce rilevanza e conversione.
Il contenuto può inoltre sostenere:
-
upselling;
-
cross-selling;
-
prenotazione del ristorante;
-
servizi wellness;
-
transfer;
-
prolungamento del soggiorno;
-
ritorno del cliente.
Content marketing e Revenue Management
Il piano editoriale non dovrebbe essere deciso esclusivamente sulla base del volume delle keyword.
Deve dialogare con:
-
stagionalità;
-
andamento dell’occupazione;
-
periodi di bassa domanda;
-
booking window;
-
durata media del soggiorno;
-
segmenti prioritari;
-
mercati geografici;
-
camere da valorizzare;
-
eventi;
-
tariffe;
-
restrizioni;
-
obiettivi di fatturato.
Se l’hotel ha difficoltà a vendere i weekend, i contenuti dovrebbero sostenere esperienze leisure, famiglie, coppie ed eventi.
Se deve aumentare la domanda nei giorni feriali, può lavorare su:
-
business travel;
-
meeting;
-
smart working;
-
aziende;
-
fiere;
-
trasferte;
-
long stay.
Se dispone di categorie superiori poco vendute, il contenuto deve rendere visibili le differenze e giustificare l’upgrade.
Il marketing non deve portare traffico indistinto. Deve contribuire a vendere il prodotto giusto nel periodo in cui l’hotel ne ha bisogno.
Gli approfondimenti pubblicati su RobertoNecci.it aiutano a collegare marketing, Revenue Management, controllo di gestione e strategia alberghiera in una visione aziendale unitaria.
Calendario editoriale: pubblicare prima che nasca la domanda
Un calendario efficace deve considerare:
-
data dell’evento;
-
anticipo medio di prenotazione;
-
tempo necessario per l’indicizzazione;
-
stagionalità;
-
mercati di provenienza;
-
campagne;
-
disponibilità;
-
aggiornamento dei contenuti.
Per un evento prenotato mediamente con tre mesi di anticipo, il contenuto deve essere pubblicato con sufficiente anticipo per:
-
essere indicizzato;
-
acquisire autorevolezza;
-
essere distribuito;
-
accompagnare il cliente durante la pianificazione.
Il calendario dovrebbe contenere almeno:
-
argomento;
-
segmento;
-
fase del funnel;
-
keyword;
-
data di pubblicazione;
-
periodo commerciale;
-
pagina di destinazione;
-
CTA;
-
canali di distribuzione;
-
KPI.
Pubblicare senza questa struttura porta spesso a produrre contenuti scollegati dagli obiettivi dell’hotel.
Distribuzione: un contenuto non produce risultati soltanto perché esiste
La pubblicazione è l’inizio, non la conclusione del lavoro.
I contenuti devono essere distribuiti attraverso:
-
ricerca organica;
-
newsletter;
-
social media;
-
Google Business Profile;
-
campagne;
-
CRM;
-
link interni;
-
partner territoriali;
-
associazioni;
-
organizzatori di eventi;
-
media locali;
-
remarketing.
Uno stesso contenuto può essere trasformato in:
-
articolo;
-
newsletter;
-
post;
-
carosello;
-
video;
-
guida;
-
FAQ;
-
landing page;
-
email pre-stay.
Questo consente di aumentare il rendimento della produzione senza duplicare meccanicamente lo stesso messaggio.
Contenuti e SEO: visibilità non significa automaticamente fatturato
La SEO permette ai contenuti di essere trovati.
Tuttavia, un articolo ben posizionato può generare traffico senza produrre prenotazioni quando:
-
la query è troppo generica;
-
il pubblico non è coerente con la struttura;
-
il contenuto non presenta una proposta;
-
manca un collegamento alle camere;
-
non è presente una CTA;
-
la destinazione commerciale è debole;
-
il booking engine non converte.
Le keyword devono essere selezionate considerando non soltanto il volume, ma anche:
-
intenzione;
-
pertinenza;
-
localizzazione;
-
segmento;
-
probabilità di conversione;
-
prodotto disponibile.
Una query molto specifica come:
hotel business vicino Fiera Milano con parcheggio
può avere meno ricerche di una keyword generica, ma una maggiore capacità di generare prenotazioni.
La strategia SEO dettagliata deve essere sviluppata nel relativo articolo pillar, mentre il content marketing deve concentrarsi sul ruolo di ogni contenuto nel percorso commerciale.
Content marketing, sito e user experience
Il contenuto non può compensare un sito inefficiente.
Un articolo può portare l’utente verso una pagina commerciale, ma la prenotazione può comunque essere persa a causa di:
-
sito lento;
-
camere poco chiare;
-
CTA invisibili;
-
condizioni confuse;
-
booking engine inefficiente;
-
esperienza mobile debole.
La strategia deve quindi integrare:
contenuto → pagina commerciale → booking engine → prenotazione → misurazione.
La gestione operativa sviluppata da Necci Hotels dimostra quanto marketing, prodotto, tariffe e processi interni debbano essere coerenti per trasformare la comunicazione in risultati.
Gli errori più frequenti nel content marketing alberghiero
Pubblicare contenuti generici
Articoli già presenti su centinaia di siti difficilmente costruiscono un vantaggio competitivo.
Parlare soltanto dell’hotel
Il cliente cerca soluzioni, esperienze e informazioni, non comunicati autoreferenziali.
Scegliere argomenti senza analizzare la domanda
Le idee editoriali devono essere verificate attraverso ricerche, dati, richieste degli ospiti e obiettivi commerciali.
Confondere traffico e risultati
Un elevato numero di visite non garantisce prenotazioni.
Non collegare i contenuti alle pagine commerciali
Ogni articolo deve avere un passaggio successivo coerente.
Pubblicare troppo tardi
Eventi e stagionalità devono essere anticipati in base al booking window.
Ignorare la distribuzione
Un contenuto non raggiunge automaticamente il pubblico.
Non aggiornare gli articoli
Orari, eventi, prezzi, collegamenti e attrazioni possono cambiare.
Non misurare le conversioni assistite
Il contenuto può contribuire alla prenotazione anche quando non rappresenta l’ultima pagina visitata.
Produrre senza una responsabilità chiara
È necessario definire chi pianifica, scrive, approva, pubblica, distribuisce e misura.
Come misurare i risultati del content marketing per hotel
Il rendimento non si misura dal numero degli articoli pubblicati.
I KPI più importanti comprendono:
-
impression organiche;
-
clic;
-
posizionamento;
-
traffico non branded;
-
utenti nuovi;
-
tempo di permanenza;
-
profondità di navigazione;
-
visite alle pagine camere;
-
clic sulle offerte;
-
accessi al booking engine;
-
ricerche di disponibilità;
-
richieste;
-
iscrizioni alla newsletter;
-
prenotazioni dirette;
-
prenotazioni assistite;
-
fatturato attribuito;
-
valore medio della prenotazione;
-
costo di produzione;
-
rendimento nel tempo;
-
conversione per argomento;
-
conversione per segmento.
È utile distinguere:
-
contenuti che generano traffico;
-
contenuti che producono interazioni;
-
contenuti che assistono la prenotazione;
-
contenuti che convertono direttamente.
Un articolo informativo può non generare una prenotazione immediata, ma può rappresentare il primo contatto con il brand.
La misurazione deve quindi considerare l’intero percorso e non soltanto l’ultimo clic.
Quanto può valere una strategia di contenuti
Consideriamo un esempio puramente illustrativo.
Un hotel pubblica una guida dedicata a un evento annuale.
La pagina genera:
-
2.000 visite qualificate;
-
300 accessi alle pagine delle camere;
-
120 ingressi nel booking engine;
-
8 prenotazioni;
-
valore medio della prenotazione di €450.
Il fatturato diretto attribuibile è pari a €3.600.
A questo possono aggiungersi:
-
prenotazioni assistite;
-
iscrizioni;
-
ritorni successivi;
-
utilizzo del contenuto negli anni seguenti;
-
riduzione del costo di acquisizione;
-
richieste di gruppi o aziende.
L’esempio non costituisce una previsione. Mostra però che il valore di un contenuto deve essere letto attraverso il contributo commerciale, non soltanto attraverso il traffico.
Il content marketing può contribuire al valore dell’hotel?
Un hotel dotato di:
-
traffico organico stabile;
-
contenuti proprietari;
-
database;
-
reputazione;
-
segmentazione;
-
canale diretto;
-
capacità di acquisire domanda senza dipendere esclusivamente dagli intermediari;
possiede un’infrastruttura commerciale più solida.
Il contenuto non determina da solo il valore immobiliare o aziendale, ma può contribuire alla capacità prospettica dell’impresa di generare domanda, dati e ricavi.
Il rapporto tra forza commerciale e valore dell’asset viene approfondito su InvestimentiAlberghieri.it, mentre Investhotel.it analizza operazioni di rilancio, ristrutturazione e valorizzazione delle imprese alberghiere.
Il metodo Hotel Marketing Lab
Hotel Marketing Lab non considera il contenuto come un’attività separata dal risultato economico.
Il progetto deve partire da:
-
posizionamento della struttura;
-
segmenti;
-
mercati;
-
domanda;
-
stagionalità;
-
booking window;
-
obiettivi di fatturato;
-
camere;
-
servizi;
-
criticità distributive;
-
capacità del sito di convertire.
Il metodo può comprendere cinque fasi.
Analisi
-
studio del mercato;
-
analisi dei concorrenti;
-
valutazione dei contenuti esistenti;
-
ricerca delle keyword;
-
analisi dei segmenti;
-
verifica del funnel;
-
individuazione delle opportunità.
Pianificazione
-
definizione delle priorità;
-
calendario editoriale;
-
associazione tra contenuti e fasi del funnel;
-
scelta dei formati;
-
pianificazione rispetto alla stagionalità;
-
definizione delle CTA.
Produzione
-
articoli;
-
guide;
-
landing page;
-
testi commerciali;
-
newsletter;
-
contenuti visuali;
-
materiali per i diversi segmenti.
Distribuzione
-
SEO;
-
newsletter;
-
social media;
-
CRM;
-
Google Business Profile;
-
campagne;
-
partnership.
Misurazione e ottimizzazione
-
traffico;
-
interazioni;
-
passaggi alle pagine commerciali;
-
accessi al booking engine;
-
prenotazioni;
-
conversioni assistite;
-
fatturato;
-
aggiornamento dei contenuti.
L’obiettivo non è produrre un determinato numero di articoli ogni mese.
L’obiettivo è costruire un sistema editoriale capace di intercettare, orientare e convertire domanda qualificata.
Domande frequenti sul content marketing per hotel
Quali contenuti dovrebbe pubblicare un hotel?
Dipende dal posizionamento, dai segmenti, dalla destinazione e dagli obiettivi commerciali. In generale sono utili guide territoriali, contenuti logistici, pagine per segmenti, offerte, video, FAQ e contenuti dedicati a eventi ed esperienze.
È indispensabile avere un blog?
Non sempre. Prima di aprire un blog è necessario verificare che homepage, camere, servizi e booking engine siano efficaci. Il blog diventa utile quando è inserito in una strategia.
Quanto tempo serve per ottenere risultati?
I tempi dipendono da concorrenza, autorevolezza del sito, qualità dei contenuti, distribuzione e domanda. La SEO richiede continuità, mentre newsletter, CRM e campagne possono produrre risultati più rapidi.
Quanti articoli bisogna pubblicare ogni mese?
Non esiste un numero valido per tutti. È preferibile pubblicare meno contenuti, ma realmente utili, aggiornati e collegati agli obiettivi commerciali.
Il content marketing può sostituire le OTA?
Non necessariamente. Può però contribuire ad aumentare il peso del canale diretto e a ridurre la dipendenza da un’unica fonte di domanda.
Come si collega un articolo alla prenotazione?
Attraverso link a camere, offerte e pagine per segmenti, CTA pertinenti, landing page e accesso semplice al booking engine.
I social media fanno parte del content marketing?
Sì, ma rappresentano principalmente canali di distribuzione e relazione. La strategia deve evitare di dipendere esclusivamente da piattaforme sulle quali l’hotel non controlla completamente visibilità e dati.
È possibile misurare il fatturato prodotto dai contenuti?
Sì, attraverso tracciamento, analytics, booking engine e CRM. È necessario considerare sia le conversioni dirette sia quelle assistite.
Quando il problema non è soltanto editoriale
La produzione di contenuti non può risolvere:
-
un posizionamento debole;
-
tariffe incoerenti;
-
reputazione negativa;
-
prodotto non competitivo;
-
sito inefficiente;
-
booking engine poco efficace;
-
processi commerciali disorganizzati;
-
assenza di strategia distributiva.
Quando la criticità coinvolge gestione, organizzazione, controllo, posizionamento e performance, Hotel Management Group può affiancare proprietà e imprese attraverso un’analisi integrata della struttura.
Il tuo hotel pubblica contenuti o costruisce domanda?
Ogni articolo pubblicato senza una strategia assorbe tempo e risorse.
Ogni ricerca rilevante non presidiata lascia spazio a una OTA, a un portale editoriale o a un concorrente.
Hotel Marketing Lab sviluppa strategie di content marketing alberghiero collegate a:
-
domanda;
-
segmenti;
-
stagionalità;
-
SEO;
-
sito;
-
booking engine;
-
CRM;
-
prenotazioni dirette;
-
risultati economici.
L’audit dei contenuti può comprendere:
-
analisi degli articoli esistenti;
-
verifica delle keyword;
-
studio del funnel;
-
valutazione dei segmenti;
-
controllo delle CTA;
-
collegamento tra contenuti e pagine commerciali;
-
analisi del calendario editoriale;
-
verifica della distribuzione;
-
misurazione delle conversioni;
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individuazione delle opportunità prioritarie.
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